Un libro dedicato alle insegne danesi

Jacob Engberg dipinge insegne. Ha incominciato a farlo qualche anno fa, incuriosito da questa antica arte, e ha deciso di andare “a bottega” da un professionista, avendo già alle spalle esperienze come graphic designer, graffitista, stampatore e pittore.
Nel 2015 si è messo in proprio, aprendo un piccolo studio nella sua città, Copenhagen, e scegliendo di chiamare l’attività Copenhagen Signs. Da allora le sue pennellate precise sono in bella mostra per le vie della capitale danese, su negozi e locali. E quando non è in giro a dipingere o in studio a progettare, Engberg gira il mondo — Londra, Vienna, Varsavia, Istanbul, Tokyo, Singapore — per tenere laboratori durante il quale insegna il mestiere a chi vuole avvicinarsi a questo mondo.

Ovviamente, svolgendo questo tipo di lavoro, non si può non essere anche appassionati di vecchie insegne, e oltre un anno fa — come ha raccontato al blog dell’agenzia Better Letters, specializzata in signwriting — ha cominciato a discutere con lo studio grafico che condivide con lui gli spazi l’idea di realizzare un libro dedicato proprio alle insegne danesi.
Di pubblicazioni del genere se ne sono viste diverse — la trilogia di Louise Fili su Italia, Parigi e Barcellona, ad esempio, o L’Italia InSegna di James Clough — ma sulla Danimarca, almeno finora, non era uscito nulla.

Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)

Così Engberg e i suoi vicini di Spine Studio si sono messi all’opera: viaggiando, fotografando, selezionando, intervistando, raccogliendo documenti, e il risultato è un curatissimo volume intitolato Danske Skilte, pubblicato dall’editore indipendente danese Book Lab in due diverse edizioni, una normale e una limitata di sole 100 copie con copertine tutte differenti dipinte a mano dall’artista.

Il libro è diviso in capitoli, in base al tipo di carattere, e consta di oltre 300 pagine, con centinaia di immagini ma anche storie sulle origini di alcune insegne e interviste ad altri pittori. Purtroppo i testi sono solamente in danese ma, essendo una pubblicazione che punta soprattutto sulle immagini, il problema è secondario.
Il vero problema, per noi che stiamo in Italia, è il prezzo: le spese di spedizione rendono l’acquisto proibitivo per i più, rendendo Danske Skilte un prodotto da collezionisti.

Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
Jacob Engberg, “Danske Skilte”, Book Lab (fonte: booklab.dk)
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