Le Matarane, la briscola illustrata da 40 autori friulani

Se vuoi giocare a briscola, a scopa, a tresette, a scopone scientifico, a rubamazzo, a sette e mezzo, ad asso piglia tutto, a bestia, a zecchinetta, a [prendo fiato] uomo nero, straccia camica, busche, trentuno, o — in mancanza di compagnia — dilettarti nei millemila solitari che esistono, hai un lusso tutto italiano: poter scegliere tra numerose varianti regionali, appartenenti a “famiglie” che storicamente hanno origine in altri paesi (la Francia, la Spagna, la Germania) o dai tarocchi.

Ci sono le Piemontesi, le Genovesi, le Milanesi, le Bergamasche, le Bresciane, le Salisburghesi (per i sudtirolesi), le Trentine, le Trevisane, le Triestine, le Piacentine, c’è [prendo di nuovo fiato] la Primiera Bolognese, e poi le Romagnole, le Toscane, le Napoletane, le Sarde, le Siciliane, ed è solitamente nelle città universitarie, quelle piene di studenti da ogni parte, che impari a riconoscere, a orientarti e a giocare coi mazzi “forestieri”.

Matarane 
(courtesy: Mataran)
Matarane 
(courtesy: Mataran)

Un tempo ce n’erano ancora di più, ma alcune sono pian piano scomparse, alcune perché poco utilizzate, altre per via del Bollo d’Imposta che prima il Regno di Sardegna e poi lo Stato italiano applicava ai fabbricanti. Tra di esse c’erano le Udinesi, che ora non esistono più, lasciando i friulani “scoperti” sul fronte carte da gioco (Trieste non è Friuli, ricordiamolo) e costretti a rifugiarsi sulle Trevisane.

Ora però le friulane sono finalmente arrivate, si chiamano Matarane e sono opera della rivista satirica Mataran, fondata nel 2015 da David Benvenuto del trio Cjastrons, al quale si è poi aggiunto il grafico e fumettista Marco Tonus. Mataran, distribuita gratuitamente in tutto il Friuli Venezia Giulia, coinvolge prevalentemente autori locali, e così è stato pure per le carte che la rivista ha appena prodotto.

Matarane 
(courtesy: Mataran)
Matarane 
(courtesy: Mataran)

Sono infatti disegnatori pordenonesi, udinesi, goriziani quelli che hanno dato la loro reinterpretazione di denari, coppe, spade e bastoni: una carta ciascuno, illustrandola col proprio stile, partendo dalle Trevisane ma con la totale libertà di delirio, «a patto di rispettare il formato e la tavolozza dei colori», come mi ha spiegato Tonus.

Presentate lo scorso 9 maggio a Udine, sono state realizzate da molti nomi noti nell’ambito delle arti visive, tra autori celebri anche a livello internazionale e talenti emergenti: Giacomo Michelon, Martina Paderni, Elena Guglielmotti, Luca Malisan, Fabio Varnerin, Aretha Battistutta, Angelo Campaner, Alessandro Micelli, Emanuele Rosso, Gianluca Maconi, Giorgio Giaiotto, Alessio Rizzo, Luca Tonin, Caterina Di Paolo, Dree Venier, Massimiliano Gosparini, Marco Maraggi, Gio Di Qual, Paolo Cossi, Federico Gardin, Gianluca Buttolo, Daniel Cuello, Elisa “Upata” Turrin, Simone Paoloni, Emanuele Bertossi, Susanna Rumiz, Paolo Francescutto, Irene Coletto, Dimitri Fogolin, Davide Toffolo, Tiziana De Piero, Fabio Babich, Pia Valentinis, Altan, Matteo Storti, Riccardo “Samantha Kobra” De Biasi, Alessandro De Ioannon, David Pighin, Gabriele Del Pin, Carin Marzaro, Davide Pascutti, Maurizio Boscarol, Marco Tonus e Sara Colaone.

Matarane 
(courtesy: Mataran)
Matarane 
(courtesy: Mataran)

Ai più attenti che hanno tenuto il conto non sarà sfuggito un dato: gli artisti sono 44 mentre il classico mazzo è da 40. I quattro in più, effettivamente, hanno realizzato un’altra versione degli assi, che quindi sono in tutto otto (ma dopotutto Mataran in friulano indica un mattacchione capace di tirare brutti scherzi).

Prodotti in una tiratura limitata di 1000 esemplari, i mazzi si possono richiedere alla redazione tramite la pagina Facebook o scrivendo una mail a redazionemataran@gmail.com.

Matarane 
(courtesy: Mataran)
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