Il posto segreto di Arianna

Uno stecco di gelato, due grette1 di una bevanda gassata, un palloncino ormai sgonfio, foglie di tutti i tipi, il guscio di una lumaca, due biglie, una bocca di leone, una ghianda, una coccinella, una margherita, dieci centesimi, una cannuccia usata, una carta di caramelle, un torsolo di mela.
In parole povere, un vero e proprio tesoro. Cos’altro?

Susanna Mattiangeli, Felicita Sala, “Il posto segreto”, LupoGuido, 2019

È quello che ci troviamo a rimirare come potessimo toccarlo sui risguardi de Il posto segreto, opera che nasce dalla fruttuosa e non prima collaborazione artistica fra Susanna Mattiangeli e Felicita Sala, pubblicata da una fra le ultime realtà editoriali ad aver fatto capolino nel mondo della letteratura per l’infanzia, LupoGuido, preziosa nell’averci regalato letteratura di qualità, d’antan e non solo.

Susanna Mattiangeli e Felicita Sala, da parte loro, avevano già scritto un altro splendido albo, Crescendo, per i tipi de La fragatina, editore spagnolo che pubblica in più lingue le sue uscite.
In Crescendo, la Sala si era divertita ancora una volta a rappresentare il “cabinet of curiosities”, di un altro bimbo, Milo.
Quelle raccolte che solo i bambini riescono ad ordinare con tanta cura e seriosa dedizione.
Piccoli reperti di un mondo da interpretare e conoscere fin nei più piccoli dettagli. Perché è proprio nei dettagli che si nascondono le vere scoperte, i minuti misteri, le grandi risposte, insomma tutto quello che di più interessante e utile può esserci per un bambino. È attraverso questi piccoli reperti che il mondo può essere colto ad una portata più gestibile, meno dispersiva, ad una dimensione più a misura di bambino.

Susanna Mattiangeli, Felicita Sala, “Il posto segreto”, LupoGuido, 2019

Il motivo per il quale vorrei parlare di questo libro naturalmente è un altro. Non tanto quello di discutere delle nostre collezioni, che ci siamo portati dietro dall’infanzia.
Vorrei parlare di questo libro perché l’ho trovato particolarmente interessante, acuto e avvincente e questo grazie alla scrittura asciutta e diretta di un’autrice che apprezzo molto, Susanna Mattiangeli (che su Frizzifrizzi avevamo già incontrato con il libro Uno come Antonio, illustrato da Mariachiara Di Giorgio).

La Mattiangeli riesce a cogliere il punto di vista bambino in maniera intensa e nitida e lo traduce in maniera altrettanto efficace.
È il tipo di scrittura che tratteggia con poche parole, con il minimo che ha a disposizione. Proprio come Arianna e il suo amico misterioso, nel loro posto segreto, si sostentano con quello che a tarda sera trovano nel parco: biscotti gettati a terra, qualche povero piccione che finisce arrostito. E come improvvisano i loro travestimenti con piume e i loro giacigli con foglie secche.

Susanna Mattiangeli, Felicita Sala, “Il posto segreto”, LupoGuido, 2019

L’intrico dei rami li nasconde ad un mondo che seguita a mantenere i propri ritmi, le proprie consuetudini di lettori assorti su panchine solitarie o affollate, bambini che mangiano coni gelato, sportivi che fanno jogging, anziani che cibano i già citati piccioni.
Da quell’intrico la protagonista e il suo amico misterioso sembra debbano non uscire mai e si fanno spettatori privilegiati di una realtà alla quale vogliono sottrarsi per dedicarsi ad avventure ben più divertenti e spericolate.

Ma c’è una voce che richiama alla realtà la protagonista e le fa abbandonare il suo “posto segreto”, e che giunge a disvelarci il mistero di una storia costruita su quello che è il crinale sottile dell’immaginazione.
Sì perché Arianna era assorta sul suo foglio da disegno e tutta la storia che abbiamo appena vissuto è stata il frutto della sua fantasia e della sua voglia di concedersi uno spazio autonomo, fuori da orari, doveri, necessità, obblighi e impegni quotidiani.

Susanna Mattiangeli, Felicita Sala, “Il posto segreto”, LupoGuido, 2019

La bellezza di questo albo sta proprio nel celebrare quello che è uno spazio di grande autonomia e di grande potenzialità per le risorse immaginifiche di un bambino: la fantasia.
Questo spazio non ha altra legge se non quella della libertà assoluta e della possibilità di custodire un proprio mistero, che è appunto il “posto segreto”, di cui parla il titolo.

Il libro pare suggerirci implicitamente, ma neppure troppo, che occorre avere un profondo rispetto per questa dimensione, che va preservata e incoraggiata nella sua individualità privata ed intima.
E ci ricorda che i bambini sono altro da noi, che sono dotati di una loro identità e del diritto di esprimere se stessi, anche e non solo creativamente.

Susanna Mattiangeli, Felicita Sala, “Il posto segreto”, LupoGuido, 2019
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