Antonio Ventura, Alejandra Estrada, “Nina e Teo”, Kalandraka, marzo 2018

Nina e Teo: una storia di amicizia all’ombra della passione per la lettura

Si è da poco conclusa la 56ª Edizione della Bologna Children Book Fair. Per me è stata un’edizione straordinariamente ed emozionalmente caotica e sorprendentemente felice.
Non sono riuscita a vedere tutto, né tutti coloro i quali avrei voluto abbracciare. Ma gli abbracci e le strette di mano che ci sono state si sono rivelate molto forti. E per me questo ha assunto un grande valore.
Mi ritrovo a scrivere questo pezzo, quindi, con un profondo entusiasmo.

Sì perché fra i vari premi che sono stati consegnati quest’anno — il premio come autrice (meritatissimo) a Sarah Mazzetti proprio con I gioielli di Elsa, del quale avevamo parlato qui, ma anche il Premio Orbil a Tre in tutto di Davide Calì e Isabella Labate, edito da Orecchio Acerbo, e a Alla scoperta delle immagini, di David Hockney e Martin Gayford per Babalibri – mi hanno fatto prendere coscienza che molti sono stati i riconoscimenti tributati a libri che hanno transitato qui su Frizzifrizzi. La cosa ci rende felici perché sono tutte pubblicazioni nelle quali abbiamo creduto molto.

Antonio Ventura, Alejandra Estrada, “Nina e Teo”, Kalandraka, marzo 2018

Lo abbiamo detto tante volte e continueremo a farlo, su Frizzifrizzi si passano solo cose che ci piacciono, o ci hanno emozionato o ci hanno fatto dire “wow” o ci hanno incuriosito. Per cui sapere di aver colto bellezza e valore non può che renderci orgogliosi per il merito di queste opere, ma anche un po’ per noi.
Piccolo momento di autocelebrazione, ma minima. Ce lo si riconoscerà.

Proseguendo su questa strada, arriviamo alle terzine del Premio Andersen dove troviamo Tempestina, di Lena Anderson, Edizioni LupoGuido — del quale avevamo parlato appena era uscito — Miglior albo 6/9 anni (e del quale è appena stato pubblicato il secondo episodio della serie Stina e il Capitan Fanfarone, sempre per i tipi di LupoGuido), il pluripremiato La foresta, di Riccardo Bozzi, illustrato da Valerio Vidali e Violeta Lopiz, edito da Terre di Mezzo come Miglior libro fatto ad arte; La diga, di David Amond e Levi Pinfold, edito da Orecchio Acerbo, come Miglior Albo illustrato; Clown di Quentin Blake, edito da Camelozampa come Miglior libro senza parole.

Antonio Ventura, Alejandra Estrada, “Nina e Teo”, Kalandraka, marzo 2018

Anche a loro avevamo dedicato un articolo per un motivo o per un altro, ma con la stessa identica idea di fondo: proporre letteratura di qualità, mai banale, che aprisse a nuovi orizzonti di senso, instillasse curiosità, elargisse bellezza, generasse divertimento ma con guizzo. Insomma, stimolasse i bambini e facesse loro porre una marea di domande, li facesse viaggiare con la fantasia, li portasse ad osservare bellissime immagini, magari anche di design, li facesse venire in contatto con grandi classici, ma anche con nuove uscite interessanti. Li appassionasse alla lettura, perché no. Questo sarebbe il massimo.

E a tal proposito, in una terzina del Premio Andersen, e sto parlando di quella Miglior libro 0/6 anni, c’è una piccola storia che ho amato molto e che per questione di tempo, di programmazione e impaginazione non siamo riusciti a inserire fra i nostri contributi. Devo dire, che un po’ mi spiace. Ma perché non farlo ora?
Siamo felici che questa narrazione seppure minima nel suo sviluppo sia stata compresa in tutta la sua potenzialità.
Sto parlando di Nina e Teo di Antonio Ventura e Alejandra Estrada, edito da Kalandraka Edizioni, già menzione speciale del IX Premio Internazionale Compostela per Albi Illustrati.

Antonio Ventura, Alejandra Estrada, “Nina e Teo”, Kalandraka, marzo 2018

Un piccolo gioiello che è omaggio alla lettura e all’infanzia, nei toni pieni e caldi dei suoi pastelli rossi, gialli e verdi. Colori primari, che tratteggiano figure dettagliate. Figure che si muovono in fretta, come sanno fare solo i bambini o i felini (il coprotagonista della storia, Teo, è un gatto).

Nina regge sulle gambe un albo illustrato, che vuole a tutti i costi leggere al suo compagno di giochi. Non sappiamo subito di che libro si tratti. A mano a mano che procede la narrazione ci rendiamo conto dell’omaggio a Gabrielle Vincent e al suo Ernest e Celestine.
Uno sfondo color crema che tutto permea e accoglie, rende alla perfezione quell’atmosfera ovattata di perfetta concentrazione fanciullesca che prende i bambini quando sono immersi in qualcosa che li assorbe completamente.

Antonio Ventura, Alejandra Estrada, “Nina e Teo”, Kalandraka, marzo 2018

Il gesto rassicurante del rileggere le stesse pagine anche se ormai si sanno a memoria, è ancora una volta la rappresentazione sapiente di un mondo infantile che sembra non aver segreti e nello stesso tempo escamotage narrativo per rappresentare visivamente il pensiero di Teo. E Teo, da gatto qual è, dimostra vera attenzione solo per Celestine, tanto da avventarsi sulle pagine per sottrarla alle cure di Ernest quando la storia giunge ad ambientarsi in un mercato del pesce, talmente vivida agli occhi di entrambi i protagonisti da sentirne persino l’odore.

Nina e Teo è l’armoniosa storia di un’amicizia vissuta all’ombra di una grande passione, quella per la lettura.
Speriamo di aver contribuito a costruirne un pezzetto anche noi di Frizzifrizzi.

Antonio Ventura, Alejandra Estrada, “Nina e Teo”, Kalandraka, marzo 2018
Antonio Ventura, Alejandra Estrada, “Nina e Teo”, Kalandraka, marzo 2018
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