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Frontespizio di un'edizione del 1571 del “Historie del s.d. Fernando Colombo; nelle quali s'ha particolare, & vera relatione della vita, & de' fatti dell'ammiraglio d. Christoforo Colombo, suo padre. Et dello scoprimento, ch'egli fece dell'Indie Occidentali, dette Mondo Nuouo, hora possedute dal sereniss. re catolico. Nuouamente di lingua spagnuola tradotte nell'italian”, di Hernando Colombo (fonte: archive.org)

Hernando Colon, l’uomo che ha posseduto metà dei libri esistenti di tutto il mondo

Nella storia dell’umanità ci sono molti figli che sono cresciuti sotto l’ingombrante ombra dei padri. Nomi e cognomi pesanti, imprese ineguagliabili e miti viventi, hanno relegato in un angolo la progenie per secoli.
Questa storia ha per protagonisti due uomini. Uno, conosciuto in tutto il mondo, l’altro pressoché dimenticato dai più. Il primo è Cristoforo Colombo, l’uomo che al servizio della regina Isabella di Spagna partì dalle coste europee per giungere nelle sconosciute terre americane. Cristoforo Colombo, italiano, è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi viaggiatori e scopritori della storia dell’umanità. Le sue tre famose caravelle giunsero nelle Americhe dando vita ad una nuova era, ad un nuovo mondo. 1492, un anno spartiacque.

Ma la storia che voglio raccontarvi non è quella di un genovese viaggiatore, io voglio raccontarvi una storia di libri. Nel 1452 veniva stampata a Magonza la prima copia della Bibbia a caratteri mobili ad opera di Gutenberg, oggi ne esistono solo 48 copie in tutto il mondo. Si calcola che le copie stampate in soli cinquanta anni, fino alle scoperta di Colombo, abbiano superato i 10 milioni di esemplari. Prima dell’avvento delle macchine di Gutenberg erano stati realizzati meno di un milione di manoscritti.

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Frontespizio di un’edizione del 1571 del “Historie del s.d. Fernando Colombo; nelle quali s’ha particolare, & vera relatione della vita, & de’ fatti dell’ammiraglio d. Christoforo Colombo, suo padre. Et dello scoprimento, ch’egli fece dell’Indie Occidentali, dette Mondo Nuouo, hora possedute dal sereniss. re catolico. Nuouamente di lingua spagnuola tradotte nell’italian”, di Hernando Colombo
(fonte: archive.org)

Cinque anni prima della scoperta delle americhe Cristoforo Colombo diventava padre di un maschio, un figlio illegittimo di nome Hernando.
Conosciuto soprattutto per aver messo nero su bianco, per la prima volta, le avventure del padre, Hernando è uno dei protagonisti dimenticati della storia del libro. Nel 1502, a soli 17 anni, viaggiò nell’ultima delle quattro spedizioni del padre, che due anni dopo morì.

Giovanissimo, Hernando conquistò le classifiche editoriali dell’epoca con un libro in cui non solo raccontava l’impresa delle caravelle, ma soprattutto dichiarava pubblicamente di essere il figlio dell’Ammiraglio Colombo. Immaginate questo ragazzino vivere sotto il fardello dell’uomo più conosciuto del globo.

Hernando decise di provare a realizzare un progetto mastodontica, di portata pari a quella del padre, ma in un campo totalmente diverso: quello dei libri. Iniziò a cercare testi rari, partendo da una base di 200 volumi lasciatagli in eredità da Cristoforo.
Partendo da Cordoba, sua città natale, in breve tempo diventò un cacciatore di libri e approdò in ogni città della Spagna alla ricerca di volumi. Ben presto la sua nazione diventò un territorio di caccia troppo piccolo e Hernando allargò la sua zona di ricerca in tutta l’Europa. Francia, Italia, Germania, Belgio. Dovunque.

Per realizzare la sua iniziativa ha bisogno di una mano e così, come suo padre si costruì un equipaggio, Hernando creò una rete di cacciatori in tutto il Vecchio Continente. Cacciatori di libri al suo servizio che facevano crescere la sua biblioteca costantemente e senza tregua. L’obiettivo era di proporzioni bibliche. Voleva creare un luogo che contenesse tutti i libri stampati dall’umanità, in tutte le lingue e su tutte le materie. Lo scibile umano alla portata di tutti.

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La firma di Don Hernando Colon
(fonte: commons.wikimedia.org)

Hernando iniziò a catalogare i volumi in modo moderno, per nome, per autore, per genere, e fece costruire una villa ad hoc per contenere tutti i volumi. Purtroppo non riuscirà mai a vedere completata la villa.
Su ognuno dei volumi della sua immensa raccolta c’era la seguente etichetta: “Don Hernando Colon, figlio di Don Cristoforo Colombo, primo ammiraglio che scoprì le Indie, lascio questo libro per uso e profitto di tutto il prossimo. Pregate per lui”. Sottolineo la frase “per uso e profitto di tutto il prossimo”. Un’etichetta ch renderà unico ogni volume e facilmente riconducibile alla sua collezione.

A 100 anni dalla stampa della prima Bibbia di Gutenberg, comunemente abbreviata col codice di B42, nel mondo venivano pubblicati un libro al
giorno, 350 all’anno. Parliamo di 35 mila volumi pubblicati in 100 anni. Hernando Colon era, nel ‘500, l’unico essere vivente a possedere metà dei libri stampati in tutto il mondo. 16 mila volumi, un impresa titanica, se immaginiamo il secolo in cui è vissuto, senza mezzi di trasporto, di comunicazione e informazione ridotta.

Hernando voleva creare un luogo dove il profitto non avesse senso e dove venissero costantemente ringraziati nobili uomini che avevano utilizzato il
prezioso tempo della propria vita per scrivere, educare e insegnare alla nuove generazioni.
Gran parte della sua collezione è ancora nella Cattedrale di Siviglia, altri volumi sono stati dispersi nel tempo. Qualche volta mentre passeggiate per le bancarelle di libri vecchi fate attenzione all’etichette antiche. Uno dei libri impolverati potrebbe essere appartenuto a Hernando
Colon, l’uomo che ha posseduto metà dei libri esistenti di tutto il mondo.

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