L’espressione patent pending, che troviamo spesso associata a prodotti appena usciti sul mercato, indica che la richiesta di brevetto è stata depositata ed è in attesa di ricevere la concessione. Qua, però, ci troviamo di fronte a invenzioni il cui brevetto non è pending ma depending, da intendere nel significato etimologico del termine, dal latino dependere, cioè penzolare.
Quelli raccolti in Patent Depending, libro illustrato pubblicato dalla rivista indipendente Lök, sono dunque, ironicamente, dei brevetti penzolanti, appesi a un ideale albero delle invenzioni assurde, come tutte quelle immaginate dall’artista americano Steven M. Johnson.

I Martacchi (scarpe col tacco da usare come martello), i Portinfanti (trasportini tipo quelli per cani e gatti, ma per neonati), il Panciotto Reggirivista (qua basta il nome per intuire la funzione), la Balzacletta (bicicletta con un trampolino installato al telaio, così quando ti fermi puoi — chissà poi perché — divertirti a saltare), la Bisognina (latrina essenziale da indossare come un cappello) o l’Aspiratuta (tuta da casa con tubi di aspirapolvere installati a maniche e scarpe) difficilmente riceveranno un brevetto. Ma poco importa perché, seguendo il solco tracciato da Heath Robinson e da Rube Goldberg prima di lui, i marchingegni di Johnson non hanno altro scopo che stuzzicare l’ingegno, di Johnson stesso e di chiunque guardi i suoi disegni.

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Sono delle micce utili a mettere in moto famoso “pensiero laterale”. Lo fa capire lo stesso Johnson quando, durante una conferenza di qualche anno fa, parla del suo lavoro. Un’invenzione assurda può portare a ripensare un paradigma e poi sfociare in una scoperta grandiosa.

Lui — che oggi ha 81 anni e sulla pagina biografica del suo sito si bulla di avere idee in qualunque momento e in qualunque luogo, riuscendo persino a schizzare progetti mentre guida a 130 all’ora — disegna congegni fin dai primi anni ’70, inizialmente su piccoli giornali di provincia e poi raggiungendo una certa fama attraverso libri e articoli su testate come Esquire, Good e Fastcompany. «Quando ho compiuto 36 anni», racconta, «ho scoperto di avere un inventore e un designer dentro di me, e voleva uscire».

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Per quasi 50 anni Johnson ha disegnato — e continua a farlo — con uno stile asciutto e descrittivo. Da scheda per un brevetto, appunto. E ciò rende ancora più potente l’aspetto satirico della sua opera, che oscilla tra l’insensato, il parodistico e la tagliente riflessione sugli usi e i costumi della nostra società. La paura dell’estraneo, la solitudine, la gestione degli anziani, l’ossessione per la rapidità, per l’essere multitasking, per ottimizzare tutto l’ottimizzabile: nelle creazioni dell’artista americano ritroviamo — in forma di camere da letto sotterranee, forni solari da bagagliaio, zainotel, mini-asciugatrici copricerchioni — le aberrazioni del vivere contemporaneo.
Aberrazioni che talvolta si manifestano con veri prodotti usciti realmente al pubblico, immaginati da Johnson anni prima, come i Google Glass, che lui aveva disegnato addirittura nel ’92.

Quella pubblicata da Lök è la prima raccolta in italiano dedicata all’opera di Johnson. Curata e tradotta da Elisa Caroli, si può acquistare online.

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Steven M. Johnson, “Patent Depending. A collection”, Lök, gennaio 2019
(foto: Frizzifrizzi)

Patent Depending: le assurde invenzioni di Steven M. Johnson