«Questi lavori hanno un obiettivo più ampio della mera illustrazione; non introduco i colori allo scopo di intrattenere, o di divertire con certe combinazioni di tinta e forma, ma per aiutare la mente nelle sue ricerche attorno alla verità, per aumentare le possibilità di istruzione e per diffondere conoscenza».
A scriverlo, nel lontano 1880, fu Oliver Byrne, autore di uno dei più importanti libri degli ultimi 150 anni, fondamentale non solo per la storia della divulgazione scientifica ma anche per quella dell’editoria e del design.

Quel libro, pubblicato originariamente nel 1847, si intitolava The Elements of Euclid e, quando uscì, fu qualcosa di mai visto prima, rivoluzionario tanto per i matematici quanto per gli editori, i designer e gli artisti che conducevano le loro ricerche attorno al colore.

(fonte: c82.net)

Innanzitutto quello di Byrne era il primo volume stampato a più colori, costosissimo “prodigio” reso possibile dalla sapienza e dalla visionarietà dell’editore inglese William Pickering.
La grande intuizione di Byrne — che era un ingegnere e matematico irlandese, tra l’altro fautore dell’indipendenza della sua isola natia — fu di prendere e tradurre in immagini sei dei tredici libri che costituiscono i celeberrimi Elementi, composti tra il IV e il III secolo a.C. da Euclide, il più grande matematico della Grecia antica, ben conosciuto da chiunque, volente o nolente, si sia imbattuto nei suoi teoremi durante le ore di matematica a scuola.

Se nei suoi Elementi, infatti, Euclide usava le lettere per spiegare e dimostrare le sue intuizioni, ventuno secoli più tardi Byrne pensò bene di sostituirle con delle illustrazioni, utilizzando linee e colori in un modo che avrebbe anticipato di qualche decennio l’estetica modernista, gli studi del Bauhaus e le sperimentazioni neoplasticiste di Mondrian.

(fonte: c82.net)

Ripubblicato recentemente da Taschen, The Elements of Euclid di Byrne è diventato anche il soggetto di un mini-sito che ne offre una versione online gratuita e interattiva.
Byrne’s Euclid è stato realizzato dall’artista e designer americano Nicholas Rougeux, già autore di un’altra bella “traduzione” web, quella della Nomenclatura dei colori di Werner.

Per chi, inoltre, volesse appendere sul muro di casa le splendide illustrazioni di Byrne, Rougeux ha anche prodotto un poster da acquistare.

(fonte: c82.net)

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Mettere insieme geometria euclidea e design modernista in un sito interattivo