(fonte: johntunger.com)

Gli antichi disegni anatomici di Bartolomeo Eustachi diventano dei mosaici

Nato e cresciuto in una famiglia di medici marchigiani all’inizio del ‘500, Bartolomeo Eustachi (talvolta citato come Bartolomeo Eustachio — la tromba di Eustachio, che collega l’orecchio medio alla faringe, prende il nome da lui) fu un grande anatomista, conosciuto soprattutto per le sue tavole che rappresentano i muscoli, lo scheletro, gli organi interni, il sistema circolatorio e il sistema nervoso umano.

Le incisioni, realizzate nella seconda metà del XVI secolo con l’aiuto di Pier Matteo Pini, che era imparentato con Eustachi, aveva una formazione artistica e lavorava come suo collaboratore, dovevano inizialmente corredare un testo che però non venne mai pubblicato. Alla morte di Eustachi le opere finirono nelle mani Pini, che le conservò.

Considerate perdute, per più di un secolo delle incisioni dell’anatomista non si seppe più nulla, e rispuntarono fuori solo nel ‘700, quando l’editore scientifico Giovanni Maria Lancisi le pubblicò nel libro Tabulae anatomicae, che ebbe molta fortuna e da allora venne stampato in molte edizioni.

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Com’è facile immaginare, data la grandissima qualità dei disegni, tra i tanti ammiratori delle tavole di Eustachi non ci sono solo storici della medicina ed esperti di libri antichi ma anche artisti. Tra cui uno scultore americano, John T. Unger, specializzato nella lavorazione del metallo ma anche ottimo mosaicista.

Proprio il mosaico è la tecnica che Unger ha scelto per ricreare, a grandezza naturale, i corpi immortalati da Eustachi. L’idea è nata anni fa, nel 2005, quando Unger trovò delle pietre che, per i colori che avevano, gli ricordarono subito le Tabulae anatomicae. Da quella prima scintilla all’inizio della serie Anatomy Set in Stone passarono dieci anni. Nel 2015 Unger cominciò a lavorarci e, tre anni dopo, sta ancora assemblando i mosaici (c’è anche un campagna di crowdfunding per finanziare l’opera).

Dietro a ogni mosaico ci sono infatti più di 600 ore di lavoro, senza contare quello necessario a selezionare e tagliare le pietre.

(fonte: johntunger.com)
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