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John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017 (fonte: mexicansummer.com)

In un libro le foto inedite dei primi gruppi punk inglesi

Nato in Australia, cresciuto tra il Canada e la California e trasferitosi a Londra agli inizi degli anni ’70, John Ingham fu uno dei primissimi testimoni della nascita del punk inglese. Grandissimo appassionato di musica, prima di arrivare nel Regno Unito per frequentare una scuola di cinema, Ingham scrisse per riviste americane come Rolling Stone e Creem, per poi iniziare a collaborare con una testata storica come NME e in seguito con Sounds.

Fu proprio mentre lavorava per Sounds che il giornalista sentì per la prima volta parlare dei Sex Pistols, che andò a vedere in uno dei loro primi concerti. Era l’aprile del 1976 e il gruppo suonava in uno strip club di fronte a poche decine di persone.
Due settimane più tardi Ingham intervistò la band di Johnny Rotten, Steve Jones, Glen Matlock e Paul Cook (Sid Vicious arrivò solo l’anno dopo): fu la loro prima intervista in assoluto, e Ingham diventò “il giornalista del punk”, entrando a far parte del ristrettissimo gruppo — poco più di 50 persone in tutto — che seguiva i primi vagiti di un genere musicale che sarebbe esploso di lì a poco.

John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)

I Clash, Siouxsie and the Banshees, i Damned e, appunto, i Sex Pistols, furono anche i principali soggetti, insieme al pubblico dei loro seminali concerti, delle fotografie che Ingham scattò all’epoca. Foto a colori, tra le pochissime — e, in alcuni casi, uniche — della scena punk dell’epoca. Come racconta l’autore in un’intervista uscita su Vice, tutti i foto-reporter scattavano in bianco e nero, le riviste volevano e pubblicavano foto in bianco e nero, lui invece scelse il colore dopo aver visto i Clash esibirsi abbigliati in una maniera «che sembrava come se Jackson Pollock avesse versato vernice sui loro vestiti».

Le foto di Ingham — ritratto di un momento storico irripetibile, prezioso documento su un luogo, Londra, una scena, quella del punk primordiale, e sui relativi costumi — sono state raccolte in un libro pubblicato da Anthology Editions, casa editrice della quale ho già scritto di recente, specializzata in preziosi volumi frutto di ricerche d’archivio.

Intitolato Spirit of 76: London Punk Eyewitness, il libro conta 160 pagine e raccoglie 145 immagini, introdotte dalla prefazione di un altro grande nome del giornalismo musicale inglese, Jon Savage, collega di Ingham a Sounds.

John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)
John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)
John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)
John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)
John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)
John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)
John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)
John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)
John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
(fonte: mexicansummer.com)
John Ingham, “Spirit of 76: London Punk Eyewitness”, Anthology Editions, aprile 2017
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