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(fonte: stendigcalendars.co.uk)

Il calendario Stendig 2018

Negli archivi del prestigioso MoMA di New York non ci sono molti calendari e i due pezzi più famosi sono entrambi opera di designer italiani. Uno è Timor, il calendario perpetuo realizzato da Enzo Mari per Danese nel ’67, e l’altro è il calendario Stendig di Massimo Vignelli, progettato nel 1966 per l’omonima azienda di arredamento fondata da Charles Stendig.

Massimo Vignelli, bozzetto per il calendario Stedig
(fonte: vignellicenter.tumblr.com)

Griglia rigida, font Helvetica, due colori (nero su bianco, ma alcuni fogli in ordine casuale sono invertiti: bianco su nero), grandi dimensioni (122×92 cm), il calendario è un capolavoro di minimalismo e, nonostante abbia oltre mezzo secolo sulle spalle, ancora oggi viene scelto da molti designer di interni per arredare appartamenti e uffici. Un calendario che non invecchia è un ossimoro, ma è proprio ciò che è successo allo Stendig: lo scorrere del tempo sembra non averlo intaccato.

Prodotto ininterrottamente dal 1966 a oggi, è sempre stato molto difficile trovarlo al di fuori degli Stati Uniti, ma da un paio d’anni c’è un importatore britannico — stendigcalendars.co.uk — che spedisce anche in Italia. I pezzi disponibili sono pochi, il costo non per tutte le tasche visto che si tratta di qualcosa che rimane sulle pareti solo per 365 giorni (però suggeriscono sul sito, una volta passato un mese si può usare il foglio come carta da pacchi).

(fonte: stendigcalendars.co.uk)
(fonte: stendigcalendars.co.uk)
(fonte: stendigcalendars.co.uk)
(fonte: stendigcalendars.co.uk)
(fonte: stendigcalendars.co.uk)
(fonte: stendigcalendars.co.uk)
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