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Le sale vuote. Van Gogh. Ecco un Pollock. Il rumore di fondo sembra quello del sistema di ventilazione. Quattro Mondrian. L’occhio di Magritte. Il gigantesco Monet: tre pannelli dipinti a olio, 12 metri per 2. Arriva un Picasso, il celeberrimo Les Demoiselles d’Avignon.
Poi le sale cominciano a riempirsi. C’è l’addetto alle pulizie che ritocca una parete, tre uomini staccano un Paul Signac dalla parete e lo mettono con attenzione certosina in una cassa. Un altro stacca la targhetta dal muro.

C’è un lavoro incredibile, invisibile agli occhi dei visitatori, dietro all’organizzazione di un museo. Mostre temporanee da allestire e disallestire, nuove mostre da progettare, la collezione permanente da valorizzare, opere da restaurare, prestiti da spedire o ricevere, le pareti da riverniciare, nuovi stencil da applicare, targhette — appunto — da attaccare.

Con 88 anni di storia e quasi 200.000 opere, il Museum of Modern Art di New York, meglio conosciuto come MoMA, è una delle più importanti istituzioni museali del mondo, sicuramente la più celebre tra quelle dedicate all’arte moderna.

Poterne scoprire il “backstage”, non è certamente un’esperienza comune. Ma il MoMA, in un’opera di costante apertura al pubblico attraverso la rete, dopo aver digitalizzato e messo online più di 76.000 pezzi ed aver reso disponibili le immagini di quasi tutte le mostre organizzate dal 1929 a oggi, di recente ha anche lanciato una webserie che mostra proprio il dietro le quinte del museo.

Intitolata At the museum, si articolerà in più stagioni. Il primo episodio è stato pubblicato su YouTube lo scorso 27 ottobre e ogni venerdì ne esce uno nuovo.

Qua sotto la playlist dei video usciti finora.