Una pubblicità, una forchetta, un sito di e-commerce, un carattere tipografico che facilita la lettura ai dislessici, la copertina di un libro, un modulo per la pubblica amministrazione, l’usabilità di un’app, un modulo abitativo per senzatetto, una sedia, il logo di un’azienda, il pattern di un tessuto, una scarpa comoda: sono 12 possibili risposte — scelte più o meno a caso tra le milioni disponibili — alla domanda «che cosa fa un designer?».

Da questo piccolo elenco potrebbero poi sorgere svariate altre domande. Una di queste, forse quella che balza immediatamente all’occhio, è: «queste cose hanno la medesima importanza?». Un logo è paragonabile a un font per dislessici? La copertina di un libro a un modulo progettato in modo chiaro che non faccia impazzire un comune cittadino?
Il passo successivo, finalmente, è chiedersi: «qual è l’etica di un designer?».

Proprio per rispondere a quest’ultimo interrogativo è nato il progetto Ethics for Design, che ha prodotto un documentario in cui 12 designer europei parlano delle loro idee su cosa fa (o dovrebbe fare) un designer, su cosa ci sia di sbagliato nel design, e come e dove, invece, il designer potrebbe essere migliore.

«I designer devono trovare un equilibrio tra la loro sopravvivenza economica, gli interessi dei clienti e il benessere dell’utente», spiegano i fondatori dell’iniziativa. «È essenziale creare uno spazio di riflessione. Definire un codice etico per il design».

Più che guardare l’intero filmato qua sopra, però, è meglio andare a vedere la versione interattiva presente sul sito, che oltre al video mostra i sottotitoli (per ora solo in inglese o francese, ma stanno cercando traduttori per le altre lingue), le biografie degli intervistati e le immagini di ciò di cui si parla.