Non ho mai incontrato Cristina. Anni fa le avevo proposto un progetto, che poi non si fece, per cui quando ho visto la sua nuova graphic mi ha molto incuriosito.

Non so chi sei è un racconto sincero che mi è piaciuto moltissimo e che denota secondo me una coraggiosa determinazione dell’autrice, che non è da tutti, e che Cristina mi ha confermato rispondendo alle mie domandine un po’ insulse.

Cristina Portolano

Cristina Portolano è nata a Napoli nel 1986. Disegna storie a fumetti, è illustratrice, insegna educazione artistica alle scuole medie e tiene laboratori di disegno e arte murale.
Ha disegnato storie a fumetti per l’infanzia (Quasi signorina, Topipittori 2016) e per adulti (Non so chi sei, Rizzoli Lizard, 2017).
Ha pubblicato disegni e illustrazioni su Storie della buonanotte per bambine ribelli (Good Night Stories for Rebel Girls, Mondadori 2016), Internazionale, Il Sole 24 ORE, Lo straniero, Hamelin, Illywords, Napoli Monitor, e per collettivi di autoproduzione come Ernest virgola, Delebile, Teiera, Squame.

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Cristina Portolano, “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard, ottobre 2017

Nella tua graphic racconti un anno di appuntamenti con vari uomini conosciuti su Tinder al solo scopo di fare sesso. La domanda che ti faranno tutti: nel libro è davvero tutto autobiografico? Non hai inventato nulla? Dicci, hai almeno cambiato i nomi?

I lettori più attenti avranno notato che i nomi non ci sono affatto. Neanche la protagonista ne ha
uno.

Cavoli, hai ragione! Non sono un lettore attento. Partiamo già malissimo!

Rispondo comunque alle tue domande con questo disclaimer che ho pubblicato sul mio profilo personale Facebook: «i fumetti sono sempre frutto di uno sforzo di fantasia e di astrazione altrimenti si chiamerebbero tutti reportage».
Ho usato Tinder, sì, e credo che non sia proprio una cosa di cui vergognarsi o da utilizzare per schernire una persona.

Cristina Portolano, “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard, ottobre 2017

Quando ti è venuto in mente il progetto di graphic novel? Voglio dire, è prima cominciata l’esperienza su Tinder o hai pensato di farla già immaginando una graphic, un po’ come Morgan Spurlock nel film documentario Super Size Me?

L’esperienza di Tinder NON è cominciata affatto pensando di farci un fumetto. E ribadisco le due cose dette nella domanda precedente. Chi utilizza le app o pensa di fare solo delle fredde “ricerche sociali” ha perso in partenza. Per me è stato importante raccontare questa esperienza senza ironizzare troppo né ridicolizzando le persone conosciute. Mi premeva far capire la complessità delle scelte che ci spingono a usare dei mezzi piuttosto che altri e fondamentalmente a far emergere la difficoltà nello stare da soli, accettarsi in status che la società rifiuta e non supporta (come il single), e il potenziale di potersi curare le ferite con il contatto fisico con degli sconosciuti.

Che la protagonista sia io, se leggi la storia, non è importante, perché non l’ho fatto per sfamare i desideri voyeuristici del lettore ma per creare qualcosa in cui chiunque si possa identificare.
Ho disegnato questo libro per le persone normali, di qualsiasi ceto sociale razza e orientamento sessuale.

Cristina Portolano, “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard, ottobre 2017

Quanti uomini hai conosciuto? Cosa ti ha lasciato in generale questa esperienza? Rivedi qualcuno a distanza di tempo?

Non credo che questa sia una domanda che arricchisca l’intervista o che sia fondamentale alla buona fruizione della mia storia. La risposta, poi, è già dentro le pagine del libro Non so chi sei.
Comunque sì, rivedo ancora qualcuno, ma senza più scoparci, e questa esperienza mi ha lasciato la consapevolezza di un mondo triste in cui siamo tutti connessi, tutti vicini, ma facciamo sempre più fatica ad entrare davvero in intimità con qualcuno. Facciamo più fatica a fidarci, a lasciarci andare.

Qual è stato l’incontro più bello e quello più deludente (non intendo dal punto di vista esclusivamente sessuale)?

L’incontro più bello è quello in cui sono entrata davvero in relazione e in intimità con una persona.
Quello più deludente è sempre con la persona che ti vede soltanto come un oggetto sessuale da poter usare, senza nessun tipo di curiosità o di messa in discussione di se stesso.

Cristina Portolano, “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard, ottobre 2017

Nel libro racconti qualcosa di te molto personale e intimo. Mi sembra estremamente coraggioso. Viviamo in una società giudicante e fintamente puritana, che non perdona certe cose, soprattutto se a farle è una ragazza. Tu non temi il giudizio degli altri?

Credo che se anche soltanto uno dei massimi artisti che conosciamo oggi, come Robert Crumb, Guido Crepax, Phoebe Gloeckner o Manara, si fossero fermati al giudizio degli altri non sarebbero diventati ciò che sono. Poi è vero che per una ragazza è più difficile ma questa difficoltà è un po’ “indotta”. Nel senso: ne sono consapevole ma vado avanti per la mia strada e non mi faccio frenare. Poi io, di base, sono una persona coraggiosa, in generale.

Se a me non importa di ciò che potrebbero pensare gli altri perché sono convinta di quello che sto facendo e di come lo sto facendo, di cosa devo aver paura? Non sarò forse percepita come i miei colleghi maschi?
Ma questo non è un problema mio, è il problema di chi guarda e non deve essere necessariamente un problema per chi fa. E poi mi cito e ti rispondo con una delle prime battute di questo libro: «Giudicata? Da ‘sti sfigati?».

Cristina Portolano, “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard, ottobre 2017

Dimmi la verità, dopo l’uscita del fumetto quanti colleghi ti hanno già contattato su Tinder?
Vuoi fare i nomi? No, scherzo. Niente nomi.

Ho conosciuto pochissimi colleghi su Tinder, e per chi volesse cercarmi adesso è troppo tardi, l’ho disinstallato.

D’accordo, la smetto con le domande deficienti. Lavori già a un nuovo progetto?

Sì, ho in mente di fare qualcosa su l’educazione ai sentimenti e alla sessualità ma per bambini.

Fantastico! Non vediamo l’ora di vederlo!

Cristina Portolano, “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard, ottobre 2017

Cristina Portolano, “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard, ottobre 2017

Cristina Portolano, “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard, ottobre 2017

Cristina Portolano, “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard, ottobre 2017