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“The Art and Science of Ernst Haeckel”, Taschen, ottobre 2017

The Art and Science of Ernst Haeckel

Nel suo spassoso Breve storia di (quasi) tutto, il giornalista e scrittore americano Bill Bryson a un certo punto racconta che in molti testi scolastici degli anni ’60 il mondo degli esseri viventi era ancora diviso in sole due categorie: piante e animali. Tutti gli organismi che oggi hanno un ramo tutto per loro nell’albero della vita venivano messi di qua o di là. Se eri un po’ “piantoso”, tipo le alghe, andavi dalle piante. Se eri un po’ “animaloso”, tipo le amebe, stavi con gli animali (e no, “petaloso” non era ancora spuntato fuori).

Pure i batteri venivamo messi tra i vegetali nonostante, già nell’800, il naturalista tedesco Ernst Haeckel avesse portato un’abbondanza di teorie e osservazioni a favore della “secessione”. I batteri, pensava lo scienziato, dovevano stare in un regno tutto loro. E gli diede pure un nome: regno delle monere.

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“The Art and Science of Ernst Haeckel”, Taschen, ottobre 2017

In effetti inventò un sacco di parole: ecologia, phylum, ontogenesi, filogenesi, tanto che quando mandò a Darwin (era un darwinista convinto e odiava le religioni) la sua monumentale opera Generelle Morphologie der Organismen, il padre della teoria dell’evoluzione della specie inizialmente ci capì ben poco.

Oggi il sistema di Haeckel è considerato obsoleto ma, oltre essere piuttosto avanti per la sua epoca, alcune delle sue idee cominciarono a essere accettate solo decenni dopo la sua morte.
Naturalista, biologo, evoluzionista, medico nonché filosofo e artista, egli scrisse tantissimo e disegnò anche tantissimo. Ottimo illustratore, si occupò personalmente delle immagini di molti dei suoi libri, e riempì quaderni su quaderni di bozzetti sulle sue osservazioni sul regno animale, quello vegetale e ovviamente pure sul “suo” regno delle monere.

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“The Art and Science of Ernst Haeckel”, Taschen, ottobre 2017

Specialmente i suoi “ritratti” della flora e della fauna sottomarina sono meravigliosi. A raccoglierne più di 400, provenienti da alcune opere di Haeckel, c’è un libro in uscita a ottobre per Taschen. Si intitola The Art and Science of Ernst Haeckel ed è un enorme volume di 700 pagine per oltre 7kg di peso.

Diviso in 7 sezioni, per altrettante opere da cui sono state tratte le immagini, The Art and Science of Ernst Haeckel contiene anche un lungo capitolo sulle meduse, una delle grandi passioni dello scienziato. La sua prima moglie si chiamava Anna Sethe e, quando lei morì, battezzò una medusa appena scoperta col suo nome: Desmonema annasethe (semmai dovesse pungerti, pensa a questa cosa romanticissima). Inoltre la casa che fece costruire a Jena, dove insegnava, si chiamava Villa Medusa. Haeckel morì lì nel 1919.

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