Di tanto in tanto, sui quotidiani di tutto il mondo, spuntano fuori quei pezzi che non sai se classificare nella categoria viaggi, in quella costume o in quella lavoro, ma che più semplicemente vanno nel grande calderone chiamato lifestyle.
Sono quei pezzi in cui i protagonisti sono solitamente giovani, belli e biondi, sulle rive di qualche fiume o lago al tramonto, e la storia parla di come loro a un certo punto abbiano deciso di abbandonare tutto e di mettersi a vivere in un camper o in un furgone.

Il sottotesto è che sono nomadi ma nomadi buoni (qualsiasi cosa questo significhi), che vanno in camper ma sono tutt’altro che camperisti. Loro vivono la Van Life. E c’è una certa differenza tra l’essere camperisti e vivere la Van Life.

I pezzi di cui sopra, quando escono, fanno solitamente incazzare svariate centinaia di persone (come d’altronde tutti quegli articoli che cantano le gesta di personaggi solitamente privilegiati mentre tra le righe ti fanno le pernacchie — gna gna gna guarda lui che figo!). Perché è evidente che non è per tutti, che non è solo questione di coraggio e di scelta di libertà: bisogna potersela permettere una libertà del genere.

Resta il fatto che quella dei Vanlifer è diventata una vera e propria comunità transnazionale. E in quanto tale ha svariati siti di riferimento e pure una rivista indipendente.
Britannica, trimestrale, nata nel novembre 2016 dall’idea di una coppia che vive in un van dal 2010, la rivista si chiama The Rolling Home Journal e raccoglie storie, solitamente accompagnate da evocative fotografie o illustrazioni, oltre a consigli e pezzi più tecnici sulle gioie e dolori della vita in spazi ristretti.

Lauren e Calum, i fondatori del magazine, hanno anche pubblicato un libro, che documenta il loro viaggio di 80.000 miglia attraverso l’Europa, in vendita assieme alla rivista nel loro negozio online in cui si possono trovare anche pentolini, tazze, spazzole, tovagliette, toppe e magliette, tutto dichiaratamente hipster.

A chi invece sta già salendo il livello di bile consiglio, per esorcizzare, una bella lettura: un long form del New York Times uscito ad aprile che si intitola #Vanlife, the bohemian social media movement che mostra come dietro ai bei tramonti all’aperto ci siano anche tante ombre e racconta anche i lati più patetici del movimento.

The Rolling Home Journal #2

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The Rolling Home Journal #1

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The Rolling Home Book

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