Dovessi partire per un lungo viaggio, le cose che metterei dentro allo zaino sarebbero diverse da quelle che porterebbero un alpinista, un illustratore, un medico oppure, chessò, un bambino, se facessero il mio stesso identico itinerario e avessero — qualora ci fosse — la mia stessa destinazione?
Probabilmente sì. Qui in casa ad esempio ci siamo messi a compilare una lista immaginaria di cose da portare in un zaino immaginario per un viaggio immaginario e se l’elenco della mia dolce metà è stato il più pratico, il mio assomigliava spaventosamente a quello di mia figlia di otto anni, mentre la piccola, due anni, ha messo ovviamente i suoi tre ciucci, le brioches, la frutta (citata per ben tre volte), del vino (?), un pallino, la vestaglia della mamma e — chissà perché — la foto di Andrea Broggi, nostro amico.

Quando poi ho chiesto che tipo di viaggio avrebbero voluto fare, il pessimismo cosmico della mamma se ne è uscito con una peregrinazione in cerca di altri esseri umani in un mondo post-apocalittico, io e mia figlia grande in un bosco, mentre per la piccola non era tanto importante il dove ma con chi, cioè — di nuovo — Andrea Broggi!

Ora però è necessaria una spiegazione: non è che la sera ci mettiamo sempre a pensare a viaggi immaginari (dovremmo farlo più spesso, però); tutto è infatti uscito fuori dopo aver visto un libro prodotto da tuta studio grafico torinese fondato da Alice Lotti e da Patrizio Anastasi.

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

Intitolato 75 litri, cioè la capienza di un buon zaino da trekking o da alpinismo, il libro nasce appunto da una serie di domande poste a nove illustratori: Anne Baier, Jose Quintanar, gli stessi Alice Lotti e Patrizio Anastasi, Tommaso Nava, Cristina Spanò, Alessandra De Cristofaro, Massimiliano Di Lauro e Pablo Delcielo.

Le domande: immagina di partire per un lungo viaggio dal quale forse non tornerai mai, quel è il luogo che vorresti visitare? Come organizzeresti il tuo zaino? Quali oggetti porteresti con te? E quali mappe? A chi manderesti una cartolina?
Per rispondere, ciascuno degli artisti ha avuto a disposizione cinque pagine, da riempire col proprio viaggio, i propri oggetti, le mappe, la cartolina e, soprattutto, il proprio immaginario e il proprio stile.

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

Introdotto da un testo di Stefano Riba, che ha curato il progetto, e da uno della guida alpina Pier Mattiel, che parla di come riempie il suo zaino un professionista delle escursioni e dell’avventura, 75 litri è un libro che oltre a essere splendido dal punto di vista visivo (stampato in risograph da Inuit, con copertina serigrafata), ti fa vagabondare con la testa, e va intelligentemente a collocarsi nel punto d’incontro tra tre sentieri culturali che hanno lasciato un solco nell’immaginario editoriale e nella ricerca artistica e progettuale degli ultimi anni: gli oggetti, le mappe, il diario di viaggio.

Presentato qualche giorno fa a Bologna, nell’ambito del programma (densissimo) del BilBOlBul, il volume è in mostra fino a fine mese, assieme alle tavole illustrate, presso Mirò Art Gallery, in via Sant’Apollonia 25 (qua tutte le informazioni).

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit (foto: tuta)

“75 litri”, autoprodotto da tuta, stampato da Inuit
(foto: tuta)