Save the date | La scrittura a mano ha un futuro?

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A un certo punto, da qualche parte nella linea temporale che dalle superiori ci ha portati nel “mondo reale”, abbiamo disimparato a scrivere in bella grafia. Coi prof. che (tranne le rare eccezioni di quelli che avevano scatti d’ira di fronte agli ibridi corsivo-stampatello che un po’ per fretta, un po’ per ignavia e un po’ per moda cominciavano a conquistare quaderni e diari) lasciavano correre, le tastiere e gli schermi a prendere pian piano il posto dei fogli, gli archi delle lettere hanno cominciato a deformarsi, i risvolti ad appiattirsi, i bottoni a saltare.

Oggi, a parte chi la calligrafia la pratica per mestiere o per passione, gli ultimi residui di un classico corsivo lo trovi solo nei quaderni dei bambini delle elementari, sulle liste della spesa degli anziani e soprattutto sulle rubriche telefoniche di nonne e nonni che non hanno idea di come si inseriscano i numeri nei loro telefonini coi numeri giganti.
«C.v.d. Solo i vecchi, ormai, scrivono a mano», dice la vocina maligna che spunta all’improvviso dentro alle nostre teste. «A che serve la bella scrittura nel XXI Secolo?».

Già, a che serve, quando abbiamo appunto le tastiere, gli schermi, i software di riconoscimento vocale e le emoji che sostituiscono intere parole ed espressioni?
In realtà il gesto grafico attraverso il quale pratichiamo la scrittura è ormai provato essere strettamente legato all’attività cerebrale, tra cui quella legata all’apprendimento, alla percezione e alla memoria.

(fonte: Associazione Calligrafica Italiana)
(fonte: Associazione Calligrafica Italiana)

Su un tema del genere ce ne sarebbe da discutere per giorni (compresa la questione se tale eventuale mutazione a livello cognitivo sia da considerare come negativa tout court) ed è più o meno quello che si farà durante La scrittura a mano ha un futuro?, un evento di due giorni organizzato dall’Associazione Calligrafica Italiana, che quest’anno festeggia il suo 25° anniversario.

La scrittura a mano ha un futuro? Può sopravvivere con l’avvento dell’era digitale? Perché scrivere con la penna oggi? Ci interessa ancora? Fra mezzo secolo sapremo ancora scrivere in corsivo? La scrittura e i bambini: come possiamo salvare la pratica nelle scuole? Qual è la relazione tra mente e scrittura? Cos’è la calligrafia oggi?

Queste alcune delle domande a cui si tenterà di rispondere durante dibattiti, riflessioni e dimostrazioni che coinvolgeranno calligrafi, graphic designer, artisti, storici, professori, autori, ricercatori italiani e internazionali, e daranno al pubblico la possibilità di ascoltare e vedere all’opera alcuni tra i grandi maestri della calligrafia.

(fonte: Associazione Calligrafica Italiana)
(fonte: Associazione Calligrafica Italiana)

Tra gli ospiti:
Ewan Clayton, calligrafo, docente di Design all’Università del Sunderland
Francesco Ascoli, storico della scrittura e della calligrafia
Giovanni De Faccio, calligrafo, docente al New Design University a St. Pölten
Adriana Paolini, docente di Codicologia all’Università di Trento
Benedetto Vertecchi, professore ordinario presso Università Roma Tre
Angela Webb, presidente della National Handwriting Association
Giorgio Bollani, ottico optometrista comportamentale
Anna Ronchi, calligrafa e docente
Alex Barocco, graphic designer, calligrafa e docente
Monica Dengo, calligrafa e docente
Brody Neuenschwander, text artist.

L’evento è gratuito ma è a prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (per iscriversi bisogna contattare l’indirizzo [email protected]) ed è ospitato presso l’Archivio di Stato di Milano, che tra l’altro per l’occasione metterà in mostra alcuni documenti relativi alla storia della scrittura, alcuni risalenti addirittura a più di mille anni fa.

[cbtabs][cbtab title=”INFO”]La scrittura a mano ha un futuro?
Convegno internazionale

QUANDO: 25 — 26 novembre 2016
DOVE: Archivio di Stato | via Senato 10, Milano
INFO: Associazione Calligrafica Italiana[/cbtab][cbtab title=”MAPPA”][/cbtab][/cbtabs]

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