Sembra che se ne siano sempre state lì, le piante. Immutate fin dalla notte dei tempi, uniche e rigogliose abitanti di un paradiso terrestre che solo in seguito ha cominciato ad accogliere altre forme di vita.
In realtà non è andata affatto così. Se facciamo il classico giochino dell’orologio, quello che troviamo spesso nei libri di scienze per ragazzi, e riduciamo l’intera storia della Terra nelle 24 ore di una giornata — dall’origine, quattro miliardi e mezzo di anni fa, a oggi —, i primissimi microorganismi sono i più mattinieri e appaiono attorno alle 4,00 mentre per le prime piante acquatiche bisogna aspettare addirittura le 20,30 (in tempo per il tg della sera) e le piante terrestri non arrivano prima delle 22,00, seguite poi dalle creature della terraferma e, alle 23,59 e 43″, ecco che arriviamo noi uomini.

Considerando poi che oltre il 90% di tutta la vita apparsa finora sul pianeta non ha lasciato traccia — questo secondo le stime di molti scienziati — dobbiamo ritenerci davvero fortunati: innanzitutto a essere qui, e poi di esser circondati da una varietà di piante talmente incredibile da lasciare a bocca aperta.
Oggi scopriamo nuove specie al ritmo di circa 2.000 all’anno, e si stima che quelle conosciute siano circa 391.000, anche se il 21% è a rischio estinzione.

Da quando siamo comparsi noi, ad ogni modo, abbiamo speso un buona quantità di tempo a raccoglierle, assaggiarle (talvolta con brutte conseguenze), divinizzarle, utilizzarle per fare scarpe e vestiti, per curare malattie, per sballarci e raggiungere il divino. E, quasi fin da subito, anche a disegnarle e catalogarle, a partire dalle pitture rupestri della preistoria passando per i manoscritti medievali, gli avventurosi botanici-esploratori del ‘700 e ‘800, coi loro taccuini illustrati, e gli scienziati di oggi, che utilizzano strumenti potentissimi.

Quello della rappresentazione e catalogazione del mondo botanico è un filone che va avanti ininterrottamente da millenni e un nuovo libro di Phaidon, intitolato Plant: Exploring the Botanical World, raccoglie più di 300 immagini che vanno dal medioevo a oggi.
Incisioni, illustrazioni, fotografie e immagini prodotte col microscopio elettronico a scansione stanno le une accanto alle altre, così come le opere realizzate a scopo scientifico con quelle create in nome dell’arte, ciascuna accompagnata da un breve testo sull’autore, talvolta poco o per niente conosciuto.

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

“Plant: Exploring the Botanical World”, Phaidon, 2016

Papaver somniferum, da Honzō Zufu, 1920–2, Wasaki Tsunemasa © The National Diet Library, Tokyo. Courtesy the National Diet Library, Japan

Papaver somniferum, da Honzō Zufu, 1920–2, Wasaki Tsunemasa © The National Diet Library, Tokyo. Courtesy the National Diet Library, Japan

Large Flowering Sensitive Plant, da Robert John Thornton, The Temple of Flora, 1799, Philip Reinagle © Natural History Museum, London / Science Photo Library

Large Flowering Sensitive Plant, da Robert John Thornton, The Temple of Flora, 1799, Philip Reinagle © Natural History Museum, London / Science Photo Library

Mieko Ishikawa, Acorns from Brunei, 1997

Mieko Ishikawa, Acorns from Brunei, 1997

Various flowering plants, 1792, Nikolaus Joseph von Jacquin and Johannes Scarf © Natural History Museum, London / Science Photo Library

Various flowering plants, 1792, Nikolaus Joseph von Jacquin and Johannes Scarf © Natural History Museum, London / Science Photo Library

Liverworts (Hepaticae), da Kunstformen der Natur, 1899, Ernst Haeckel © Fine Art / Alamy Stock Photo

Liverworts (Hepaticae), da Kunstformen der Natur, 1899, Ernst Haeckel © Fine Art / Alamy Stock Photo

Scabiosa crenata. Frutto – diametro 7.2mm, 2013, Rob Kesseler © Collection of Rob Kesseler

Scabiosa crenata. Frutto – diametro 7.2mm, 2013, Rob Kesseler © Collection of Rob Kesseler