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Good Sport #1

Issues | Good Sport

Negli ultimi quattro o cinque anni, soprattutto sulla spinta del successo (e la dimostrazione che si può raggiungerlo con contenuti di altissima qualità) di un sito come Grantland — fondato da Bill Simmons nel 2011 e chiuso, con gran disappunto dei tantissimi fedeli lettori, nel maggio 2015 — il giornalismo sportivo ha cominciato a vivere una nuova giovinezza.

Soprattutto il mondo dell’editoria indipendente — tradizionale e online only — ha visto un fermento senza precedenti in fatto di testate dedicate allo sport e di sperimentazione in quanto a forme di narrazione per lungo tempo estranee a palle, reti, racchette, pedali, sci e tavole da surf (vedi ad esempio, per quanto riguarda l’Italia, riviste come Undici e Uno-Due o un sito come l’Ultimo Uomo).

Good Sport #2
Good Sport #2

A livello internazionale, a magazine come Victory, Shukyu, Blizzard e Desports (solo per citarne alcuni) è andato ad aggiungersi da pochi mesi anche Good Sport, rivista australiana che punta l’attenzione su storie in qualche modo “laterali” e periferiche rispetto a dove solitamente sono puntati i riflettori dei media sportivi.

Semestrale, fondata da Ben Clement, Joe Miranda e Nadia Saccardo (tutti con alle spalle un bel numero di esperienze nel mondo dell’editoria indipendente), sotto la direzione artistica di Paul Allworthy (già al lavoro su riviste come Bonafide, Sneaker Freaker e Acclaim), Good Sport ha finora due numeri in archivio ed esce ogni sei mesi, puntando, oltre che sulle storie e la qualità dei testi, anche sul lavori di tanti bravi fotografi, tra cui l’italiano Alessandro Simonetti.

Good Sport #2
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Good Sport #1
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