Sulla homepage di Rijksstudio le collezioni curate dal museo sono messe fianco a fianco con quelle curate dagli utenti

Tesori d’archivio: oltre 250.000 opere del Rijksmuseum di Amsterdam da guardare, scaricare, remixare online

Nella “corsa” alla digitalizzazione delle opere e alla loro messa a disposizione online, il progetto del Rijksmuseum di Amsterdam — che vanta la più grande collezione di arte fiamminga del mondo — può essere considerato come uno di quelli più all’avanguardia, non soltanto perché prevede di mettere in rete entro il 2020 l’intera raccolta (oltre un milione di pezzi) ma anche e soprattutto perché tutti i pezzi digitalizzati (che ad oggi superano i 250.000) possono essere liberamente scaricati in alta risoluzione, riutilizzati, remixati per creare qualcos’altro.

Il progetto in questione di chiama Rijksstudio e, come ha dichiarato qualche anno fa Martijn Pronk, a capo dell’iniziativa, la collezione del museo «può ora essere goduta dalle persone di tutto il mondo, dando loro la possibilità di fruire delle opere anche nel caso non avessero modo di viaggiare fino ad Amsterdam. Rijksstudio consente inoltre di mostrare pezzi che altrimenti non potrebbero essere visti dal pubblico».

Sulla homepage di Rijksstudio le collezioni curate dal museo sono messe fianco a fianco con quelle curate dagli utenti
Sulla homepage di Rijksstudio le collezioni curate dal museo sono messe fianco a fianco con quelle curate dagli utenti

Il Rijksmuseum non è certo l’unica istituzione museale ad aver abbracciato con entusiasmo questa sorta di “rivoluzione digitale” ma è probabilmente quella che l’ha portata più vicina alla “cultura del remix” e alle ambizioni curatoriali del grande pubblico: oltre a poter consultare, scaricare (previa iscrizione, gratuita, al sito: si può fare comodamente anche col proprio profilo Facebook), addirittura selezionare intere opere — o magari “ritagliare” solo qualche dettaglio — e poi stamparle in proprio, ordinare poster e quadri direttamente dal sito o magari, come hanno fatto alcuni, trasformare quell’opera o quel dettaglio in una stampa da applicare ad accessori e tessuti, cover per smartphone, addirittura tatuaggi (come racconta Pronk, qualcuno l’ha fatto).

E non è tutto: si può infatti anche creare e curare delle proprie gallerie tematiche, visibili poi da tutto il resto degli utenti e messe fianco a fianco con quelle ufficiali del museo in un sito che più democratico di così non saprei davvero come potrebbe essere.

Illustrazioni, dipinti, gioielli, incisioni, mobili abiti: tra le migliaia di opere c'è di tutto
Illustrazioni, dipinti, gioielli, incisioni, mobili abiti: tra le migliaia di opere c’è di tutto

L’unica cosa che forse potrebbe spaventare chi arriva per la prima volta su Rijksstudio, è orientarsi nelle centinaia di migliaia di pezzi a disposizione. Per fortuna, però, c’è una comoda pagina di ricerca in cui poter filtrare i risultati in base al periodo storico (dal 12° al 20° Secolo), all’artista, al luogo di provenienza (ci sono ad esempio 14.000 opere d’arte italiane), al materiale, alla tecnica e, ovviamente, anche al tipo di opera: sono quasi 300.000 le stampe, 90.000 le fotografie, 21.000 i disegni, 4.000 i dipinti, 1.300 i mobili, e poi tessuti, abiti…

Con una visione tanto avanzata su quello che può essere il ruolo di un museo nella cultura contemporanea non c’è da meravigliarsi che il Rijksmuseum abbia lanciato anche un concorso, nato nel 2014 per premiare i più talentuosi “remixatori”.

L’International Rijksstudio Award è aperto a chiunque, da tutto il mondo, voglia provare a utilizzare il materiale messo a disposizione online dal museo per creare un’opera originale (in qualunque formato: design o fotografia, arti decorative o arti applicate, fashion design o video) e mette in palio 10.000 Euro per il primo classificato, 2.500 per il secondo, 1.500 per il terzo e 1.000 per il vincitore selezionato dalla “giuria popolare”.
La deadline per partecipare è il 15 gennaio 2017.

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