«L’erotismo non riguarda i ruoli sessuali, l’erotismo riguarda la complicità tra chi desidera e chi è desiderato».
Questa bella definizione l’ha data Carlota Santamaria, direttore creativo di Odiseo, in un’intervista uscita qualche giorno fa su Nowness, e va ad aggiungersi alla costante e cangiante mappatura che Folch Studio, agenzia creativa di Barcellona che pubblica questo libro/magazine semestrale, sta facendo attorno al tema dell’eros.

«Erotico è un odore, un movimento, uno sguardo, un gesto, un sapore…», mi aveva spiegato Rafa Martínez, socio dello studio, quando lo intervistai ormai più di tre anni fa.
«Il pensiero è sexy», ha detto ancora Martínez, più di recente, in un’altra intervista.

Odiseo, di cui è rimasta ancora qualche copia del settimo numero, dedicato al tema della “verità”, e che sta per uscire con l’ottavo, che ruota attorno al concetto di “incontro”, è in effetti l’incarnazione cartacea di questa stuzzicante tensione tra desiderante e desiderato, su diversi livelli: la pubblicazione stessa, l’oggetto-libro, un piccolo gioiello che stimola i sensi del lettore; la scelta di rappresentare il sesso, la carnalità, in maniera di numero in numero più astratta e simbolica, mettendo costantemente alla prova l’immaginario di chi si trova a sfogliare le pagine di Odiseo e dunque stimolando ulteriormente la suddetta tensione; infine l’apparente bizzarria di disseminare ogni volume con saggi a tema culturale apparentemente slegati dall’apparato di immagini, cosa che intimamente credo sia il vero punto di forza del progetto, l’equivalente, come concetto, dell’essere vestiti (il saggio) in mezzo a un gruppo di persone nude (le immagini).

Il pensiero è sexy, appunto. E Odiseo ne è la dimostrazione.

Odiseo #8

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Odiseo #7

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