La meravigliosa assurdità di un libro come questo non è tanto il soggetto che l’artista svizzero Beni Bischof ha deciso di rappresentare/omaggiare, ma il modo in cui ha deciso di farlo.
Beh, in effetti di assurdo c’è pure il soggetto perché Rambo, appena pubblicato dall’editore Nieves, è appunto un libro su Rambo, quel Rambo, John Rambo, quello che una volta disse «Dio perdona… io no!», e che un’altra volta disse «io là pilotavo gli elicotteri, guidavo un carro armato, rispondevo di attrezzature per milioni, qui non riesco neanche a trovare lavoro come parcheggiatore!». Il Rambo che si cuciva da solo le ferite, quello che aveva il coltellone che tutta una generazione avrebbe voluto ma che le mamme e i papà saggiamente non compravano.
260 pagine illustrate, formato A4, tutte dedicate a Rambo, dunque. Il Rambo del secondo film, per essere più precisi, il Rambo di Rambo 2 – La vendetta, che secondo Bischof è la quintessenza del rambismo, rambità o in qualunque modo si dica. «Assolutamente esagerato e inconsapevolmente divertente», dice l’autore.
Per realizzarlo — ecco la vera chicca — l’artista ha passato tre settimane a guardare in loop il film, immortalando il suo flusso di coscienza rambico in 300 acquerelli. In pratica una vera e propria performance solitaria, che rende questo volume ancora più intrigante.