Le 72 micro-stagioni dell’antico calendario giapponese

“Non esistono più le mezze stagioni” ci hanno ripetuto per anni gli anziani, i nonni e la Tv. Quest’anno, poi, pare essere sparito anche l’inverno ed ho la spiacevole sensazione che ci ritroveremo a passare da una sorta di autunno/primavera ad una—ennesima—caldissima, insopportabile estate.

Che ne è delle nostre 4 stagioni? Mentre rifletto su questo cosmico dilemma, dispiaciuta per i maglioni di lana (quelli pesanti) che non ho potuto usare, mi imbatto in una App giapponese, disponibile gratuitamente anche in inglese, che si chiama 72 Seasons.

Sviluppata dal Utsukushii Kurashikata Institute (Beautiful Living Research Lab), un’iniziativa congiunta dell’agenzia pubblicitaria Dentsu e della casa editrice Heibonsha, che si propone di “mostrare uno stile di vita che incorpora la saggezza giapponese secolare nella vita contemporanea”, la App consente di immergersi nella poesia dell’antico calendario giapponese, in base al quale l’anno era diviso in 24 stagioni e 72 micro-stagioni, che si succedono più o meno ogni 5 giorni.

Gli aggiornamenti sono un calendario annuale che segna un percorso nella natura, attraverso il cibo e le tradizioni del paese del Sol Levante. Un percorso fatto di fotografie, antiche illustrazioni, la poetica definizione della stagione in corso, Haiku, ma anche la verdura di stagione e le buone pratiche.

Stagioni che hanno nomi suggestivi come “venti di primavera che scongelare il ghiaccio”, “la prima fioritura del pesco”, “terra umida caldo torrido”, “l’acero e l’edera ingialliscono” e che si avvicendano più o meno ogni 5 giorni, segnando—virtualmente, perché ovviamente non tengono conto del meteo—ogni sottile cambiamento nei cicli della natura.

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