Cosa ho visto al Milano Film Festival

L’altra sera tornavo a casa dal Milano Film Festival con Piotr Kardas, il regista che ho “adottato”.
In realtà Piotr è mio ospite, grazie all’iniziativa “adotta un regista”, che offre la possibilità di dare accoglienza a uno degli invitati alla manifestazione.

Più che un regista, Piotr è un esperto di cinema e si occupa dell’organizzatore di O!pla, un festival di animazione. Finito il primo turno di proiezioni gli ho chiesto che impressione gli avesse fatto e lui mi ha risposto che quando si è trovato al parco Sempione con tutta quella gente rilassata che ballava e parlava con una birra in mano si è subito sentito protetto, ha percepito che era in un posto sicuro.

Credo che questo riassuma perfettamente la sensazione che si prova a vivere il Milano Film Festival, a girare tra il parco, lo Strehler, l’Oberdan e tutte le altre location. Il clima è senz’altro rilassante, familiare, ma la programmazione, come al solito, è tutt’altro che “casereccia” ed è, poi, vastissima, soprattutto quest’anno che il festival compie vent’anni. 

da Prince, di Sam de Jong
da Prince, di Sam de Jong

Dovendo scegliere, a fatica, tra i lungometraggi in concorso, c’è Prince di Sam de Jong, che narra la storia di Ayoub, un giovane diciassettenne marocchino-olandese alla ricerca di identità e di rispetto in un quartiere periferico di Amsterdam, tra bande rivali, amori impossibili, scorciatoie criminali e pedagogia della violenza. Tutto quasi fosse un episodio della serie british Skins, se non lo caratterizzassero la freschezza tamarra degli attori non professionisti, l’atmosfera al neon degli incubi del protagonista e le corse notturne a bordo di una improbabile Lamborghini viola.

Si parte invece per un viaggio in un altrove vero quanto visionario con Above and Below di Nicolas Steiner, che narra di gente rifiutata dalla civilizzazione e che a sua volta la rifiuta e ha scelto, comunque, di viverne lontano, “sopra e sotto” la sua superficie calpestabile, nelle fogne di Las Vegas, ad esempio, o in bunker in mezzo al deserto oppure alla ricerca di un altro pianeta.

da Starsheep Troopers, di Creative Station
da Starsheep Troopers, di Creative Station

Passiamo ai corti di animazione. Oggi non potete sottrarvi a una loro esagerata scorpacciata al Parco Sempione dalle 21. Ci sarà Starsheep Troopers, di quelli di Creative Station.
La storia fa parte del progetto Cortology ed è nata da una sfida: inventare un corto partendo da una sequenza casuale di quattro icone grafiche. Volevo anticiparvi qualcosa in proposito, ma la pecora regista del film in programma me lo ha espressamente vietato.

Imperdibile è anche World of Tomorrow di Don Hertzfeldt, che si è aggiudicato il Grand Premio della Giuria tra i corti del Sundance.
È il viaggio di una bambina di quattro anni nel suo lontanissimo futuro, accompagnata da un clone di se stessa di oltre duecento anni più avanti. Una commedia minimalista e dark, che commuove e fa riflettere. Ad esempio: nel futuro ci potremo davvero innamorare dei sassi?

da World of Tomorrow di Don Hertzfeldt
da World of Tomorrow di Don Hertzfeldt

Per la categoria Colpe di Stato (quei film del festival che mostrano la realtà complessa del sistema di potere nel mondo) c’è The Russian Woodpecker di Chad Gracia, un complesso, bizzarro e affascinante documentario che parla di una gigantesca antenna presso Chernobyl (il “picchio russo”, appunto), il cui misterioso utilizzo reca ancora sullo sfondo l’attuale conflitto russo ucraino. 

Ci sarebbero tantissimi altri suggerimenti ma mi limiterò a quello di affidarvi al caso, come ha fatto ieri il mio regista “adottato”, che è finito al Milano Film Festivalino in Cascina Cuccagna. All’ingresso lo hanno sconsigliato ad entrare: «Guardi che sono solo corti di animazione per i più piccoli!», ma lui è rimasto comunque lì tutto il pomeriggio.
Quando gli ho chiesto com’era andata la giornata mi ha risposto: «Benissimo. Mi sono perso e ho incontrato persone nuove e mondi mai visti. Ah, se potessi vedere cos’ho visto io oggi!».

da The Russian Woodpecker di Chad Gracia
da The Russian Woodpecker di Chad Gracia
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