(fonte: prismaguitars.com)

Prisma Guitars: chitarre realizzate con vecchi skate usati

Belle sono belle e molto allegre e colorate e ecologiche, ma suoneranno questi arnesi mi chiedo, mentre un po’ persa fisso lo schermo che mi ha “portato in casa” le chitarre realizzate a mano dal 22enne californiano Nick Pourfard. Nick è uno studente di design ed ha da poco dato vita al brand Prisma Guitar, marchio in cui, afferma, confluiscono le sue due grandi passioni: lo skateboard e la musica.

È vero, il caldo mi ha reso oltre che molto permalosa, anche molto più diffidente del solito, ma il dubbio sulle qualità sonore di queste chitarre è fomentato anche dalle affermazioni del giovane designer, il quale dichiara di essere un falegname autodidatta. Quindi riassumiamo: un giovanissimo aspirante designer californiano, che scolpisce il legno proveniente da vecchi skate-board e lo ricicla realizzando coloratissime chitarre, ogni chitarra è un pezzo unico ed irripetibile, ça va sans dire!

Potete inviare le vostre vecchie tavole (non so se le accetta anche dall’Italia ma leggete qui le istruzioni) o ordinare una chitarra, recentemente pare averlo fatto anche Steve Harris degli Iron Maiden. Non vi fidate?

(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)
(fonte: prismaguitars.com)

[via]

co-fondatrice e caporedattrice

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altre storie
Il designer è ormai un’estensione del software? La tesi di Alessandro De Vecchi sostiene di sì