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MacGuffin, un nuovo magazine dedicato alla vita degli oggetti banali

macguffin

Il MacGuffin è una valigetta. Ma il MacGuffin può essere pure un guanto, una corda, una chiave, una collana, un giocattolo, un essere umano, il Santo Graal.
Un MacGuffin — la definizione l’ha data Hitchcock, che il termine l’ha inventato e il concetto l’ha utilizzato in molti dei suoi film — è “una scappatoia, un trucco, un espediente”, qualcosa che dà dinamicità all’azione, che ha importanza per i personaggi della storia ma non per gli spettatori: la valigetta misteriosa di Pulp Fiction è un MacGuffin, la busta coi soldi in Psycho è un MacGuffin, come pure il microfilm di Intrigo internazionale, R2-D2 in Star Wars, la scatoletta blu in Mulholland Drive, il Graal di Indiana Jones.

A questo bizzarro concetto è dedicato il titolo di un nuovo magazine olandese — MacGuffin, appunto — presentato lo scorso 14 aprile a Palazzo Clerici, a Milano, durante la design week.
Perché anche se in maniera piuttosto contorta, MacGuffin è un magazine di design. Più precisamente sulla vita degli oggetti banali e sulle storie che questi sono capaci di innescare.

Il primo numero, come dimostra la copertina, è totalmente incentrato sul letto e su quello che vi ruota attorno (sul sito c’è pure una sezione dove si può caricare e condividere l’immagine del proprio letto), tra cui letti fai-da-te e mediocri e ordinarie stanze trovate su Airbnb.

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