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On Printed Paper: un blog dedicato ai piccoli capolavori della carta stampata

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Milano, lunedì 13 aprile. Il famoso/famigerato Fuorisalone deve ancora aprire ufficialmente i battenti. Girare per via Tortona e strade limitrofe significa fare lo slalom tra i furgoni che portano gli ultimi allestimenti e ritirano bancali, il tutto in una colonna sonora fatta di trapani, martelli, accenti e lingue di ogni tipo.
La parola d’ordine è “lavori in corso”, le vie non sono ancora affollate come lo saranno di lì a qualche ora, per un’intera — interminabile — settimana. È l’occasione giusta per andare a curiosare il dietro le quinte prima dell’arrivo della confusione, dei luccichini, delle masse degli addetti ai lavori, dei festaioli, degli affamati di selfie, degli affamati e basta.

È pomeriggio quando decido di entrare negli spazi dell’ex-Ansaldo dove quest’anno, tra la recente apertura del Mudec (il Museo delle Culture), l’area France Design e il Designersblock, c’è tanto da vedere.
Ma decido di prendermela comoda — slow come si suol dire quando vuoi nobilitare e dare una parvenza intellettuale alla pigrizia — e mi butto sulla prima sedia a sdraio che trovo a bere caffè e fumare col sole in faccia.
Finché non vedo uscire gente con libri in mano. Bei libri in mano, che per me equivale a sentire il canto delle sirene. E visto che nessuno mi ha legato alla sedia entro ad indagare e trovo una distesa di colorati volumi, esposti su di un tavolone di legno, impilati sugli scaffali, ciascuno con una scheda che spunta dalla copertina e un logo che conosco già: On Printed Paper.

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Ci seguiamo a vicenda su twitter, ci seguiamo su instagram e ora lo conosco finalmente dal vivo questo nuovo progetto online che com’è facile intuire si occupa di libri, di bei libri per l’appunto, la gran parte dei quali relativi a grafica, illustrazione, design, alcuni segnalati pure qui su Frizzifrizzi, molti già archiviati nella mia, di libreria, recensiti in maniera semplice e diretta, ché se non ne hai già una copia ti viene voglia di andare subito a comprartela.

Il banchetto di OnPrintedPaper al Fuorisalone è una sorta di “materializzazione” del blog e davanti al meraviglioso How to sharpen pencils di David Rees, “secondo temperamatite più bravo al mondo” (l’avevo già citato qua ma non sapevo avesse pure scritto un libro), incontro Anna Spreafico, una delle fondatrici di OnPrintedPaper, a cui — sempre slow ma curioso, faccio un po’ di domande.

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Come avete iniziato?

Ho una sorella che lavora in una libreria e con lei condivido questa grandissima passione per i libri. Lei mi ha sempre segnalato titoli interessanti, recensendomeli ogni volta in maniera particolare. E proprio da questo è nata l’idea di aprire un blog.
Qualche tempo fa ho lasciato il mio lavoro e mi sono trasferita a Istanbul. Avendo un po’ di tempo libero ho finalmente iniziato a lavorare a questo progetto, coinvolgendo una mia amica che era anche lei in una fase di cambiamento.
Ora a lavorare al progetto siamo in tre, compresa un’altra nostra amica che lavora full time in una libreria.

Da quanto siete online?

Il primo post è uscito a fine ottobre 2014. E fino a un mese fa consideravamo il tutto solo come un hobby. Poi, inaspettatamente, ci hanno chiamato per fare questo Temporary Shop durante il Fuorisalone e da lì abbiamo cominciato a pensare a come trasformarlo in un progetto più completo.

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Che tipo di libri recensite?

Sul blog recensiamo solo libri che abbiamo comprato, letto e apprezzato, soprattutto nell’ambito della grafica, della comunicazione visiva, talvolta — ma solo in casi rari e particolari — anche narrativa.
Ogni volta che scriviamo le recensioni contattiamo ovviamente anche le case editrici e gli autori, e attorno a questo nostro progetto si è creato un grande entusiasmo.

Vi contattano anche direttamente gli autori?

Sì, dopo neanche due mesi alcuni hanno cominciato a contattarci via Facebook per spedirci i loro libri da recensire.
Questo ovviamente apre un panorama nuovo perché finora abbiamo parlato solo di libri provenienti dagli scaffali delle nostre librerie, quindi anche di volumi datati.
Quindi ora l’idea è di iniziare a fare sempre più ricerca e dare sempre più spazio alle novità e ai progetti di editoria indipendente.
L’intento è di riuscire ad aprire anche uno shop online e fare consulenze, ad esempio per librerie o per chi cerca un libro particolare, magari per un regalo.

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