Viaggiare coi sensi alla Design Week di Milano: il progetto di Lexus

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Senza cibo un uomo può vivere per un tempo relativamente lungo, senza aria si può sopravvivere qualche minuto ma senza impressioni un uomo non può vivere un solo istante.
Lo diceva un saggio. Ché le impressioni sono tutto, e i sensi sono gli strumenti a nostra disposizione per procurarcele.

Da un punto di vista puramente utilitaristico, fin dalla notte dei tempi i sensi ci servono per cavarcela tra i pericoli del mondo: con la vista possiamo scorgere nemici, o prede; grazie all’udito sentiamo i richiami, riconosciamo la persona, l’animale o la cosa che ha prodotto un rumore, capiamo se qualcosa o qualcuno si sta avvicinando; col gusto e con l’olfatto riusciamo a stabilire se una pianta o un animale sono buoni da mangiare oppure tossici, o andati a male; col tatto ci rendiamo conto di temperatura, durezza, tipo di superficie che stiamo toccando.

Ma quegli stessi sensi che ci servono per sopravvivere sono pure la porta per aumentare la conoscenza di noi stessi e del mondo, per raggiungere il piacere, per elevare lo spirito e dare significato a un’esistenza.
Perché altrimenti avremmo tanto bisogno di musica, di arte, di storie da guardare e da ascoltare?

Lexus, che come ben sai fa automobili, quindi macchine da utilizzare stando ben attenti a utilizzare al meglio tutti i sensi o quasi, ha pensato bene di offrire al pubblico della settimana milanese del design un viaggio sensoriale totale, nel senso (passami la ripetizione) più alto del termine, attraverso un’installazione concepita dal grande designer francese Philippe Nigro, da vivere gustando le creazioni gastronomiche di Hajime Yoneda, ingegnere progettista diventato poi uno degli chef più celebrati al mondo, conquistando nel 2009 anche le ambite tre stelle Michelin.

Per me, che come ben sanno i miei (poveri) studenti continuo a ripetere ossessivamente dell’importanza di riuscire a scrivere in maniera multisensoriale, quindi provando a catturare e a tradurre in parole, al lettore, non solo l’aspetto visivo ma pure sonoro, tattile, olfattivo di un’esperienza, partecipare (perché parteciperò, precisamente il 13 aprile, nel corso dell’anteprima per la stampa dell’evento) a Lexus – A journey of the senses sarà una bella sfida.

Sfida che invece, ciascuno a modo suo, i designer finalisti del Lexus Design Award, hanno già vinto.
Arrivato alla sua terza edizione, il concorso internazionale ha visto la partecipazione di ben 1172 progetti provenienti da 72 Paesi, che una giuria di esperti ha valutato fino a scegliere 12 finalisti, le cui idee — pure queste sul tema dei sensi — verranno esposte a Milano.

Tra di essi ne sono stati ulteriormente selezionati quattro, che negli ultimi due mesi sono stati seguiti da una serie di tutor per la realizzazione dei prototipi, finanziati ciascuno con 2.500.000 di Yen (quasi 20.000 euro). Pure questi saranno protagonisti alla design week e tra loro verrà scelto il vincitore assoluto.

Si tratta di Diomedeidae, una scultura cinetica luminosa, Sense-Wear, abbigliamento e accessori che stimolano le percezioni sensoriali, Luz, una lampada open source nata per aiutare chi abita nelle regioni polari e soffre psicologicamente o fisicamente per la mancanza di luce solare, e infine Animal Masks, una serie di apparecchiature digitali che attraverso la realtà aumentata permettono di sperimentare come vedono il mondo alcuni animali.

QUANDO: 14 — 19 aprile 2015 | 11,00 — 21,00
DOVE: Spazio Lexus – Torneria | via Tortona 32, Milano | mappa

co-fondatore e direttore
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