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Shagreen et Tortoise: i gioielli che vengono dal fondo del mare

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Se una qualche misteriosa, mitologica e magica creatura marina decidesse un giorno di abbandonare le pinne, assumere sembianze umane e dotarsi di mani e dita, sono certa vorrebbe indossare, in ricordo di ciò che era, uno dei bellissimi anelli realizzati dalla designer francese Marie-Hélène Loubrielle.

Marie-Hélène osservando un riccio di ghiaia, ricordo di un viaggio alle isole Comore, si rese conto di poterlo trasformare con la semplice incastonatura di un cabochon di rubino a forma di stella, in un bellissimo gioiello ispirato all’Art Déco. Nacque così il marchio Shagreen et Tortoise. Una linea di anelli (bellissimi — lo ho già scritto ma lo ripeto per chi non avesse capito che mi piacciono proprio tanto!) fatti di gusci di conchiglie, realizzati a mano e rifiniti in oro 18k, con incastonate corniole, rubini, granati, ametiste, quarzo rosa e pietre di luna arcobaleno e tante altre coloratissime gemme scelte dalla designer nei mercati di Jaipur.

Le conchiglie sono provenienti da specie non in via di estinzione, ovvio che ognuna è diversa dall’altra per forma, colore e dimensione per cui ogni anello è unico!
Il nome Shagreen et Tortoise, per chi se lo chiedesse, nasce dai materiali marini frequentemente utilizzati nella gioielleria francese (e non solo) ad inizio del XX secolo, da cui Marie-Hélène trae ispirazione.

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