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Atlas Magazine: una fanzine di enigmistica pop

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Da tre anni sul web, Atlas Magazine “sbarca” su carta un anno fa con l’idea è quella di svecchiare l’enigmistica rendendola “pop”, come cita dopotutto il sottotitolo di questa bizzara fanzine stampata in risograph, che al costo di soli 3 euro offre veri cruciverba, rebus, labirinti, giochi linguistici come i cambi d’iniziale o di consonante, crittografie, sciarade nonché le immancabili vignette, il tutto però venato di ironiche nostalgie anni ’80 e ’90, un (ottimo) gusto per l’assurdo e la preziosa collaborazione di una serie di illustratori del calibro, per citarne qualcuno, del Dr. Pira o di Andrea Chronopoulos.

«Un’istituzione come la Settimana Enigmistica solletica di più i nostri nonni e i nostri zii, è il classico per quando stai sotto all’ombrellone oppure in bagno», mi raccontano i ragazzi che hanno fondato la fanzine, «noi vogliamo avvicinare all’enigmistica quelli della nostra generazione e quindi dar loro dei contenuti più in linea con la loro cultura, visto che comunque la stessa enigmistica si ciba di riferimenti culturali».

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Quali sono i riferimenti culturali di Atlas? Presto detto.
Nel numero 0 c’è un cruciverba intitolato 2666 parole crociate, dedicato (chi lo conosce l’avrà già capito) a Roberto Bolaño, con le definizioni tutte relative ai libri e all’immaginario del grande scrittore cileno.

O ancora: numero 1.
Accanto a un labirinto illustrato in cui devi provare a riportare a casa Roman Polanski senza passare dai paesi da cui rischia l’estradizione, c’è un cambio di consonante. Titolo: Quella bisbetica di Miley Cirus.
Testo: Non potrete mai più chiamarla Hannah
Xxxxxyx come fu, era ed è stata,
perché, come un barattolo di panna,
la testa, all’improvviso, si è xxxxxzx.

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Pur immaginando già la risposta chiedo ai ragazzi il perché del passaggio alla carta.
«Online il progetto piaceva ma poi funzionava poco a livello di partecipazione. I pixel non si prestano molto all’enigmistica. Nell’appassionato di enigmistica c’è un amore feticistico nei confronti della carta, del risolvere gli enigmi con penna o matita».

E poi ovviamente ci sono problemi tecnici. Quelli di Atlas, ad esempio, proponevano al pubblico dei pdf modificabili che sicuramente non sono lo strumento più semplice e immediato per chi non chiede altro che sedersi sulla tazza del cesso per far ginnastica mentale e possibilmente farsi qualche risata a denti più o meno stretti.

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Attualmente il gruppo che sta dietro alla fanzine, che ha Roma come quartier generale, è molto nutrito: circa 15 persone, delle quali però molte collaborano saltuariamente perché «la cosa bella», mi spiegano, «è che l’enigmistica è uno di quei settori in cui possono collaborare persone provenienti da ambienti anche molto diversi».

Ma c’è anche un vero enigmista, un professionista, tra i collaboratori: si tratta di un matematico che tra l’altro collabora anche con l’unica e originale Settimana Enigmistica, reclutato dal gruppo di Atlas attraverso amici in comune.

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Di Atlas finora ne sono usciti tre numeri: il canonico numero 0 — andato presto esaurito durante Fruit, lo scorso fine settimana — e due numeri ufficiali.
A oggi la fanzine, che esce a cadenza non esattamente regolare ma comunque ogni circa tre mesi, viene venduta principalmente durante festival e mercatini dedicati alle autoproduzioni (il prossimo appuntamento è a Roma, il 20 dicembre, per il Market Before Christmas)anche se stanno iniziando a proporle anche a librerie specializzate.

Sentiero, quella di una distribuzione più capillare, che ho caldamente consigliato loro dopo essermi preso una copia di tutti i numeri usciti: non serve infatti essere un matematico né un genio della ludolinguistica per capire che per un progetto del genere potrebbe esserci un mercato molto più grande.
Chi non vorrebbe portarsi in bagno o sotto all’ombrellone una rivista di enigmistica sintonizzata sull’attualità culturale e, appunto, pop?

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