How We Work: alla scoperta delle nuove avanguardie del design olandese

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Nel 2008 Tatiana Quax e Ben Lambers — fondatori di Studio Aandacht e Studio Attenzione, due piccoli studi di design di base ad Amsterdam, il secondo alter-ego cosmopolita del primo (aandacht, difatti, in olandese significa proprio attenzione) — pubblicarono How They Work, un libro dedicato ai maestri del design dei Paesi Bassi, alla scoperta del metodo di lavoro che ha permesso alla cosiddetta “scuola olandese” di diventare, soprattutto negli ultimi anni, la più celebrata a livello internazionale.

Cinque anni più tardi, in un panorama tuttora in piena trasformazione e ancora più “liquido” e permeabile agli influssi esterni di quello che fu protagonista del primo libro (ma già all’epoca, nell’introduzione al volume, gli autori si chiedevano se avesse ancora senso distinguere il design in base alla nazionalità), ecco arrivare il seguito ideale di How Tey Work, intitolato stavolta How We Work e focalizzato sulla nuova generazione o, meglio, sulla nuova avanguardia di designer olandesi.

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Presentato durante la design week di Eindhoven, sede della prestigiosa Design Academy e centro assoluto della scena progettuale olandese, il libro (che si acquista qui) entra negli studi dei designer per presentare il dietro le quinte del loro lavoro. E se cinque anni fa la domanda attorno alla quale ruotava il tutto era “cosa rende così speciale il design olandese?”, ora l’interrogativo si è adeguato allo scenario attuale, alla crisi economica e alla sovrapproduzione, ed è cambiato in “cosa possono fare i designer con il surplus di oggetti che abbiamo?”.

Tra i protagonisti del volume anche Formafantasma, duo tutto italiano ma di base ad Amsterdam, a conferma di quanto sfumato sia ormai il confine dell’etichetta design olandese (come pure quella di design italiano) e di quanto sia assurdo parlare di identità nazionali in un settore che ormai vive ben al di fuori di ogni confine, come viene sottolineato nell’introduzione al libro, che parla di designer continuamente in volo tra l’Europa, gli Stati Uniti e l’oriente, in perenne collegamento su Skype, con lo studio magari proprio ad Amsterdam e lo showroom a Milano.

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