Le Grand Show des Petites Choses - © Legrand

Le Grand Show des Petites Choses – © Gilbert Legrand/Sarbacane

Ho conosciuto Gilbert un paio di anni fa, al salone di Saint-Orens (Tolosa). All’epoca era appena uscito Le Grand Show des Petites Choses, il suo primo libro, per Sarbacane.
Considero Gilbert un grande artista, capace di stravolgere gli oggetti di uso quotidiano, reinventandoli in modo sempre sorprendente.
Ho una grandissima ammirazione per il suo lavoro, per il suo stile di disegno e ovviamente per l’immaginazione che gli consente di vedere oltre gli oggetti di tutti i giorni. Ormai ci conosciamo da qualche anno e dopo la sua mostra al Salone di Villeurbanne, dove era invitato d’onore, ho pensato di intervistarlo.

* * *

Il tuo primo libro è del 2010 ma è da molto più tempo che realizzi i tuoi personaggi. Quando hai cominciato?

Sono circa 12 anni. Ho cominciato quando un editore di Tolosa mi chiese di animare una rubrica di attività manuali per una rivista mensile.
Dopo 30 numeri la rivista chiuse, ma io ormai avevo scoperto una passione per la trasformazione degli oggetti. Quindi ho continuato a fabbricarne, solo per piacere personale.

Le Grand Show des Petites Choses - © Legrand

Le Grand Show des Petites Choses – © Gilbert Legrand/Sarbacane

So di farti una domanda super classica, ma come lavori? Come ti viene l’idea di trasformare una spazzola in un capo indiano? O la testa di un martello in un’automobile?

Penso sia una deformazione innata, che ho sempre avuto. Già da bambino trasformavo gli attrezzi di mio padre in giocattoli. Lo facevo di nascosto perché per mio papà gli attrezzi erano preziosi.

Come trovi gli oggetti? Sei un appassionato dei mercatini delle pulci?

Trovare gli oggetti non è troppo complicato perché per la maggior parte sono molto comuni e vengono dal supermercato. Molti amici poi me ne portano per vuotare casa. E poi sì, frequento regolarmente i vide-grenier1 per trovare oggetti più vecchi e rari.
Il vero problema è lo spazio per conservare gli oggetti, che è sempre più un problema.

Le Grand Show des Petites Choses - © Legrand

Le Grand Show des Petites Choses – © Gilbert Legrand/Sarbacane

Dopo il secondo libro con Sarbacane (Les Petites Choses à New York) ho visto che hai fatto parecchie mostre. Ne hai sempre fatte o sono venute con i libri?

Come dicevo prima, non ho mai pensato né di fare mostre né libri dei miei oggetti.
Andando avanti con la collezione però, a un certo punto ho cominciato a esporla nelle mediateche. È stato grazie a un reportage di France 3 che Sarbacane ha scoperto i miei oggetti e mi ha proposto di farne un libro.

La tua collezione di oggetti è uscita dalla Francia? I libri sono stati tradotti? E le mostre? C’è un vero viaggio a New York in vista?

I due libri sono stati tradotti in diversi paesi. Gli originali sono regolarmente esposti in Francia ma solo una volta all’estero. A Malta. Spero che un giorno mi invitino anche a New York.

Le Grand Show des Petites Choses - © Legrand

Le Grand Show des Petites Choses – © Gilbert Legrand/Sarbacane

Se non sbaglio tu sei stato grafico e illustratore pubblicitario. Lavori ancora nel settore? Se sì, dove trovi il tempo per le tue creazioni personali?

Sono quasi 40 anni che lavoro come illustratore commerciale. Questo mi ha permesso di vivere del mio mestiere e collaborare con un sacco di realtà che avevano bisogno della mia creatività. Ora la mia attività professionale si è evoluta progressivamente verso lavori più personali.

So che qualche volta vendi i tuoi originali. Ma realizzi dei multipli o vendi esemplari unici?

In realtà vendevo molto all’inizio, nelle prime mostre. Da 4 anni ho deciso di non vendere più e di affittare invece le mostre.
Questo mi consente di raggiungere un pubblico più ampio.

A cosa lavori al momento? Una mostra? Un nuovo libro?

A entrambe le cose. Tutto è legato.
C’è senz’altro un nuovo libro in previsione, che metterà in scena i nuovi personaggi.

Le Grand Show des Petites Choses - © Legrand

Le Grand Show des Petites Choses – © Gilbert Legrand/Sarbacane