Bisticci | Principio

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Inutile negare che questa sia una rubrica al limite dell’accettabile: così inutilmente ricercata, o ricercatamente inutile, che lascia di stucco. O stucca, giusto per dare un altro sapore all’espressione e poter giocare una volta di più con le parole.

Eppure, cari lettori, e Lei direttorissimo #frizzardone che mi regala questo spazio, vi sarete accorti che qui non si tratta solo di parole e casi della grammatica e della lingua, bensì dei grandi temi dell’umanità. E dopo aver parlato della competenza e del difficile ruolo dell’influencer, o delle difficoltà nell’organizzarsi la vita o nel gestire il patrimonio artistico di questo nostro Bel Paese, mi chiedevo cosa potesse esserci di davvero fondamentale da affrontare in mezzo a questa estate.

Il matrimonio di alcuni amici, i piccoli figli di altri, quelli in arrivo di altri ancora, e poi un articolo che notava come gli hipster stiano drammaticamente ripiegando sul meno(?) dispendioso stile di vita mainstream, mi hanno aperto gli occhi: devo parlarvi di amore.

Amore che io un tempo dicevo che, come Babbo Natale, semplicemente non esisteva, ma ho dovuto poi ricredermi e scoprire che avevo sbagliato di poco, l’amore è in realtà come il Natale, che quando arriva arriva!

Quello stesso amore che è così tanto mainstream da costruirci serie televisive e dolcetti di cioccolato, ma che ci salverà e sarà un po’ meno scontato di quanto lo descrive la Perugina. Là, in mezzo a un’estate o a una discoteca, tra il mese di luglio e gli antipasti di pesce, forse ci coglierà. E sarà tutto diverso.

E quando sarà passato del tempo, e magari per i nostri figli o per le nostre compagne avremo lasciato da parte lo scatto fisso e le serate a discutere dell’ultima tendenza tra i tatuaggi di Berlino Est, beh allora potranno dire tutto di noi, ma non che non abbiamo avuto dei buoni princìpi.

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