Radical Matter, una serie di workshop dedicati alla fotografia

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Vivevamo in sei in un appartamento con tre stanze + bagno, cucina e un gatto nero, nella periferia di Bologna. Io e la mia paziente compagna Ethel lavoravamo in un call-center per portare a casa la pagnotta, nottetempo lavorando a lume di lampada su un vecchio pc incastrato sotto un letto/soppalco Ikea di seconda mano e portando avanti Freshcut, all’epoca un magazine un pdf, poco più tardi convertito in un blog che si occupava di segnalare opportunità per giovani artisti e acerbi talenti italiani in campo fotografico. Avevamo mille pensieri su come tirare avanti, soprattutto su come sbarcare il lunario, e delle occhiaie fino alle ginocchia, ma avevamo pure quel (necessario) pizzico di incoscienza, la sensazione di star vivendo dentro al futuro: anonimi precari sfruttati di giorno, la sera ci trasformavamo in una coppia di ben conosciuti esponenti dell’ingenua scena “digital” dell’epoca. Tutto era in continuo movimento. E noi, paradossalmente, immobili su una scrivania a batter come pazzi davanti a una tastiera.

Fu in quel periodo, dieci anni fa, che a Londra nacque Gomma. Mi ricordo che se ne parlò sui portali che c’erano all’epoca. Prima comparve un logo. Poi arrivò il sito. Che in pochissimo tempo diventò una delle fonti più battute da chi cercava notizie in campo fotografico (mostre, concorsi, recensioni, nuovi talenti) e meta imprescindibile per chiunque avesse una connessione al web e fosse interessato al settore.
Negli anni il portale ha cambiato pelle molte volte — l’ultima versione, la sesta, mostra indubbiamente segni di “vecchiaia” — cedendo il passo prima all’esplosione del formato blog e in seguito delle webzine, rimanendo comunque meta fissa per un buon numero di affezionati.

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In questi dieci anni, però, una cosa non è mai cambiata e cioè la cosiddetta mission, lo scopo del progetto, e cioè divulgare, dar visibilità, discutere di fotografia.
Intento che si rinnova e si rafforza con l’ultima iniziativa lanciata da Gomma: Radical Matter, una serie di eventi, workshop e concorsi organizzati in quel di Londra coinvolgendo alcuni tra i più interessanti artisti della fotografia in circolazione.

La prima serie di workshop si terranno tra settembre 2014 e maggio 2015. Ben 9 laboratori — tenuti da docenti del calibro di Michael Ackerman, Anders Petersen, Simon Norfolk, l’editore indipendente Akina Books, Marco Vernaschi, Donald Weber, Ricardo Cases, Olivier Pin-Fat e Paul Kooiker — spazieranno da temi quali l’interiorità alla creazione di fanzine, dal come fotografare la Storia al realizzare un buon libro fino a trovare la propria personalissima “voce” attraverso l’immagine.

Lo so, Londra non è esattamente dietro l’angolo. Ma c’è tempo di programmare un bel viaggio low cost. E sicuramente ne varrà la pena.

Un messaggio
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