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Utilizzando materiali naturali trovati e recuperati insieme ad altri appositamente realizzati per l’occasione, la designer franco-olandese Sarah-Linda Forrer ha realizzato un set di strumenti per la cura e la pulizia della pelle ispirati alle pratiche mistico-estetiche dell’antichità, quando anche prendersi cura del proprio corpo faceva parte di un complesso apparato rituale che avvicinava l’uomo alla divinità (non starò qui a tener sermoni su quanto dannosa sia la visione moderna dell’uomo come entità in cui corpo, mente e spirito convivono ma vanno coltivati e studiati separatamente: fin dall’alba dell’uomo, passando per l’antico egitto, i greci, i persiani, le filosofie orientali, i grandi mistici medievali per arrivare poi al Rinascimento, essi facevano parte dello stesso ordine di idee).

L’alabastro diventa un cucchiaino per mescolare e dosare elementi; per massaggiare la pelle una pietra lavica dall’aspetto spugnoso e sale rosa dell’Himalaya cristallizzato; lo scrub puoi farlo con un pezzo di legno naturalmente levigato trovato lungo un fiume sulle Alpi, grazie a una serie di bolle blu in gomma applicate in un secondo momento; per mescolare olii, fiori e polveri dei piccoli contenitori in ottone che ricordano strumenti alchemici in cui sperimentare pozioni.

Morphologies, questo il nome del set, per ora non è in vendita: la giovane designer, che studia all’Accademia di Design di Eindhoven, l’ha realizzato come progetto di laurea.

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compositie

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scrub

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lepel

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bowl

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himalaya

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foto Matthijs Mentink
modelli Stella, Kim e Victor