Veeka

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Prendi sei appassionati ciclisti da tutto il mondo e metti insieme le storie—o meglio le pedalate—per provare a realizzare un guanto che unisca la funzionalità (vedi il palmo in silicone stampato per aumentare la presa sul manubrio e la linguetta all’altezza del polso per infilarli e sfilarli velocemente) all’estetica (vintage, quella degli anni d’oro del ciclismo), il prezzo (si parte dai 20€ al paio) alla sostenibilità ambientale (tre modelli sono in pelle sintetica).

Il guanto in questione si chiama Veeka, è stato disegnato in Canada, viene prodotto in Pakistan e nella squadra di ciclisti-pensatori c’è anche il nostro amico Luca Gentile, fondatore di think.bigchief.

I modelli disponibili sono 5 e si possono acquistare direttamente sul sito di Veeka. Due in tinta unita e tre bianchi con tricolore e prendono il nome da campioni del ciclismo del passato. Quello nero si chiama Kubler, come l’omonimo ciclista svizzero, detto l’aquila di Adliswil vincitore del Tour de France nel ’50; il modello bianco invece è dedicato a François Faber, campione lussemburghese, primo vincitore straniero, nel 1909, di un Tour de France; quello con tricolore belga si chiama Defraye, come Odile Defraye, che il giro di Francia l’ha vinto nel 1912; a Ottavio Bottecchia, detto il muratore del Friuli, primo italiano in maglia gialla nel 1924 e tuttora unico al mondo ad esser riuscito a tenersela addosso dalla prima all’ultima tappa, si ispira ovviamente il guanto con tricolore verde-rosso-bianco; quello francese, infine, non poteva che essere “battezzato” come il primo vincitore assoluto del Tour, l’italo-francese Maurice Garin che dopo la vittoria del 1902 arrivò primo pure l’anno successivo ma venne poi squalificato per aver preso il treno durante la corsa…

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co-fondatore e direttore

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