Motherboard

Dopo il grande passo falso della campagna #guerrieri (non sto ad approfondire perché su twitter, nei mesi scorsi, ho già twittato e ritwittato il ritwittabile, come me medesimo e come @frizzifrizzi; perché nel farmi nemici tra le grandi aziende ho già dato con Nutella e in altre decine di occasioni, “dietro le quinte” e non; e soprattutto perché l’argomento è stato già trattato in maniera inappuntabile dal collettivo Wu Ming, da un punto di vista che sottoscrivo in pieno: la lettura è caldamente consigliata, anche soltanto per farsi un’idea a tutto tondo) e dopo aver dato con le proprie elettriche mani un masochistico e ingenuo la a una serie di pur prevedibili attacchi su più fronti, Enel ha deciso di aggiustare la mira e di provare a riprendersi l’hashtag incriminato e dirottato dal famigerato “popolo del web”—per citare un’orrenda e surreale espressione tanto cara ai giornalisti.

Se finora i Guerrieri erano dei poetici quanto improbabili uomini/donne qualunque alle prese con l’eterna battaglia per tirare a campare, ora il più grande operatore elettrico d’Italia si è lanciato in un progetto più in sordina, sul quale a mio parere avrebbe dovuto investire fin da subito lasciando perdere l’assurda rincorsa al marketing social, che quando non è “tagliato su misura” dimostra tutti i suoi limiti. Il progetto in questione è il lancio della piattaforma italiana di Motherboard, sito/format che Vice aprì nel 2009 nella sua versione inglese, per raccontare attraverso articoli e video-reportage il punto d’intersezione tra scienza, tecnologia e società.

Online da appena qualche giorno, la versione italiana di Motherboard, in collaborazione appunto con Enel, è già piena di contenuti: materiale tradotto dal sito americano ma anche pezzi e video realizzati ad hoc per l’occasione, tra cui una serie di filmati sui veri Guerrieri, quelli della ricerca scientifica e ingegneristica, quelli che nonostante tutto riescono a dare al nostro Paese lustro internazionale grazie ai loro studi all’avanguardia.

Finora sono usciti due video; il primo, la scorsa settimana, parlava di Cyberlegs, progetto di bio-robotica portato avanti presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; il secondo, lanciato appena qualche ora fa, mostra invece SQPR, un sistema sviluppato da una giovane ricercatrice—sempre a Pisa—che permette di simulare gli organi umani in modo tale da condurre ricerche molto più precise rispetto a quelle fatte utilizzando le solite cavie da laboratorio.

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co-fondatore e direttore

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