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Issues | Boktor

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Nel celeberrimo capolavoro di Kafka, La metamorfosi, a un certo punto il protagonista, Gregor Samsa, si sveglia trasformato in insetto. Kafka nel libro non dice che tipo di insetto ma si intuisce che si tratta di una sorta di scarafaggio, di blatta anche se c’è chi non è d’accordo con questa interpretazione: secondo il grande Nabokov, ad esempio, nel libro di Kafka ci sono abbastanza prove per poter sostenere che si tratti di uno scarabeo, quindi un coleottero, quindi con tutt’altra dignità e soprattutto tutt’altro processo evolutivo rispetto alla blatta comune.

Quelli dell’agenzia creativa belga Trompe l’œuf sono evidentemente d’accordo con Nabokov visto che hanno fondato una rivista ispirata proprio a La metamorfosi e l’hanno chiamata Boktor, che in fiammingo significa cerambice—un simpatico coleottero—e proprio come Samsa e come l’insettone la rivista è un mutante, nel senso che ogni numero è completamente diverso dall’altro, per formato, design, concetto e packaging.

Dopo una prima uscita dedicata ai robot e alla burocrazia (ovviamente kafkiana), e una seconda in cui artisti e scrittori si sono misurati nella realizzazione di una sorta di quotidiano di un’isola indipendente che però non esiste, la terza—tuttora in lavorazione—sarà dedicata ai tatuaggi. O meglio: ai tatuaggi che poi rimpiangi di averli fatti, da quelli brutti e tamarri a quelli con gli errori di ortografia (Boktor n.3 si chiamerà ironicamente No Regerts…), fino al nome della ex che ti farà compagnia per sempre sull’avambraccio o sul pettorale.

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co-fondatore e direttore

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