Bellroy mette a dieta il vostro portafogli

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Bellroy meriterebbe un’acquisto solo per la grafica del sito. Dalla navigazione sul sito ho imparato sostanzialmente due cose:
– la prima, che la grafica fa la differenza, eccome se la fa. E non sto parlando della scelta azzeccata del font o dell’impaginazione; mi riferisco all’impianto generale, alla cura del dettaglio e alla capacità, reale, di invogliare e coinvolgere.
– la seconda, che, ahinoi, il ragionamento che sta alla base di Bellroy parte da uno stile di vita decisamente più informatizzato rispetto la media nazionale. O se preferite, uno stile più tecnologico rispetto a quanto siamo abituati.

Ma andiamo per gradi.
Bellroy fa una cosa semplicissima: riduce i volumi, fa diventare il nostro mastodontico portafogli qualcosa di estremamente sottile, attraverso uno studio pratico e razionale. Sembrerebbe una cosa da nulla, ma quelli della Bellroy sembrano averne fatto una vera e propria scienza tanto da aver costruito attorno al brand una filosofia specifica.
Il tutto parte dall’analisi dell’attuale, ossia, understand the problem.

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Una volta individuate le tre cause principali dell’incicciottimento del vostro wallet, si passa alla fase successiva: fix the problem.

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La libertà di poter sfoltire il più delle volte è un lusso.
Quando mi ritrovo a fare le grandi pulizie del mio portafogli, mi accorgo che in realtà tre quarti del contenuto hanno ragione di trovarsi lì solo per questioni di nostalgiche. Aggiungete a ciò un cronico disordine e accatastamento compulsivo degli scontrini. Come ogni buona dieta che si rispetti, anche quella cui sottoporrete il vostro wallet prevede delle fasi da seguire. Nel nostro caso sono tre:

a. SEPARARE
Razionalizza le carte rigide. A meno che non siate Donald Trump (in quel caso i miei riferimenti sono più avanti), non avete bisogno di più di qualche carta di credito. Il resto del mondo, le carte meno usate, vanno impilate e tenute a parte.

b. FOTOGRAFARE
Per la serie smartphone, oltre Facebook c’è di più, il secondo passo consiste nel fotografare e tenere un archivio sul vostro device delle varie ricevute, scontrini e analoghi in cellulosa. Gli originali possono essere buttati. (Non posso esimermi dal dire che questo creerebbe una certa difficoltà per chi deve presentare ricevute per lavoro, rimborsi e cose del genere. Ma è un’altra storia, ricordate che qui la parola d’ordine è: sfoltire).

c. VIA LE MONETE
Per quanto uno si possa ingegnare, le monete sono un cruccio in formato tondo. Non solo finiscono per rovinare qualsiasi tipo di pellame o simil pellame le ospiti, il loro peso è ineliminabile. La soluzione è solo quella di farle sparire, stiparle nel famoso vasetto dei pegni, insomma, toglierle di mezzo.

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Sarebbe troppo facile a questo punto citare il notissimo adagio di Ludwig Mies van der Rohe “Less is More“, ma non posso sottrarmi. La filosofia di Bellroy è questa, togliere, sfrangiare, eliminare. Un processo di riduzione all’insegna della massima razionalizzazione dell’utile, un’ode al senso pratico.
A questo punto, potrete dedicarvi all’ardua scelta fra i vari modelli proposti, classificati a seconda che il vostro business viaggi più su carta stampata o su carta di credito, declinata se siete maschietti o femminucce, viaggiatori o sedentari. Inizia qui la seziona più bella del sito.
Date un occhio ai preziosi video illustrativi realizzati in slow motion che vi faranno scoprire tutte le tasche, le zip segrete e le bellissime trasformazioni di questi oggetti.

A corredo di tutto, una significativa sezione del sito è dedicata alla storia dei pellami impiegati, tutti nel pieno rispetto ambientale, conciate in modo vegetale, evitando le tossine nocive del cromo che potete leggere qui.
Forse non si tramuterà in un acquisto, ma una visita a Bellroy varrà tutto il tempo dedicato.

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