Artifacts

Un libro illustrato che piacerà a tutti gli appassionati di viaggi nel tempo, quelli che si esaltano di fronte al flusso canalizzatore di Ritorno al Futuro, che rimuginano sull’elettromagnetismo e le decine di congetture su una serie tv come Lost, che si complicano la vita con letture come L’arcobaleno della gravità e Contro il giorno di Thomas Pynchon, che esplorano gli esoterici tentativi di coniugare teoria della relatività e filosofie orientali di Pëtr Demianovič Ouspensky, o si eccitano come ragazzini davanti ad un’intervista in cui Alan Moore spiega l’ipotesi di un universo “fisso” e quadridimensionale dove nulla cambia, dicendo che «la quarta dimensione, da come capisco, non è il tempo. Ma è la nostra percezione del passare del tempo. L’universo è un solido quadridimensionale nel quale nulla si sta muovendo e nulla sta cambiando. La sola cosa che si muove attraverso quel solido, lungo l’asse temporale, è la nostra coscienza. Il passato è ancora lì, il futuro è sempre stato lì e, in questo gigantesco solido, ogni momento che è esistito – o che esisterà – esiste, in modo contiguo, nello stesso momento».

Il giovane illustratore tedesco Sebastian Kalwak ha immaginato un viaggiatore del tempo che naufraga nel passato, approdando a 3 miliardi e mezzo di anni fa, quando la Terra ha appena concluso la fase di “raffreddamento” e le uniche forme di vita sono organismi unicellulari come i batteri. Ma l’arrivo del viaggiatore interrompe il continuum creando una linea temporale alternativa, un intero universo alternativo (dopotutto secondo una delle svariate teorie sul Multiverso ogni azione che implica più conseguenze creerebbe universi paralleli tante quante sono le conseguenze, quindi se ad esempio io ora facessi un errore di battitura tipo cuesto avrei già creato un altro mondo che viaggerebbe parallelo a quello in cui ho invece scritto tutto correttamente).

Da quel momento esatto di tre miliardi e mezzo di anni fa sarebbe dunque partita una retta differente da quella dell’universo in cui il viaggiatore del tempo è vissuto e Kalwak immagina che il nostro mondo, quello in cui io, te e lui viviamo, si trovi proprio sulla seconda retta.
Il suo libro, intitolato Artifacts e nato come progetto di tesi, è il prodotto dell’immaginario ritrovamento della capsula del viaggiatore, contenente tutta una serie di artefatti e di rocce di origine terrestre ma che sembrano avere almeno il doppio dell’età della Terra.
Un bel grattacapo. Ma di nuovo ecco arrivare in nostro soccorso Doc di Ritorno al futuro 2 che su una lavagna traccia un grafico molto simile a quello che Kalwak riporta sulle trecento pagine illustrate del suo volume.

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co-fondatore e direttore
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