fbpx
marfa journal 1

Issues | Marfa Journal

marfa journal 1

Se ai fanatici di Gossip Girl il nome suggerirà soltanto quel maledetto quadro Prada Marfa 1837mi ➡ che appare pressoché in ogni puntata nel salotto di Lily Rodhes Van Der Woodsen Bass Humphrey—e che immagino sia nella lista dei desideri di una buona fetta di fashion bloggers (caso mai: qua puoi portartene a casa una riproduzione, ché chi sono io per impedirti di avere in casa quadri stravisti, comprati per imitare qualcosa o qualcuno), in realtà Marfa è una cittadina. O più che altro un paesello. Quel che si dice un buco di culo da 2000 abitanti, sperduto nel mezzo del deserto texano.

Il buco di culo, però, a più alta densità di arte contemporanea del mondo visto che fin dagli anni ’70 si è installata lì una fiorente comunità di artisti, seguendo l’esempio di Donald Judd, artista minimalista americano in fuga dal caotico mondo dell’arte newyorkese che se ne scappò appunto a Marfa per lavorare in santa pace, affittando inizialmente una casetta e poi espandendo le sue proprietà con l’acquisto di ranch e terreni (o meglio porzioni di deserto) che adibì a museo delle sue opere e di quelle di altri artisti, tra cui il grande Claes Oldenburg.

Oggi Marfa—fondata a fine ‘800 da operai e ferrovieri e chiamata così in onore di un personaggio di un romanzo di Verne—è sede di gallerie d’arte, atelier, botteghe di artigiani, festival di cinema, rassegne teatrali ed esposizioni di arte contemporanea. Poco fuori dai confini della città c’è anche un negozio di Prada (da qui il quadro di Gossip Girl) che in realtà è un’installazione realizzata nel 2005 da Elmgreen e Dragset, due artisti scandinavi che hanno costruito un negozio in tutto e per tutto identico ad un flagship store del celeberrimo marchio ma sigillandolo in modo da renderlo inutilizzabile (oltre che fuori dal mondo). Da allora, senza anima viva che ci abbia mai messo piede, il negozio è ancora lì.

E a Marfa, alla sua scena, al suo essere surreale—oltre che il più favoloso buco di culo da 2000 abitanti sulla faccia della terra ad avere un negozio Prada tutto suo—è ispirata questa nuova rivista d’alto profilo (ed altrettanto alto livello di hipsteria) dal titolo Marfa Journal, che nelle 300 pagine del suo numero d’esordio ospita artisti come Tim Barber, personaggi come Lindsay Lohan ed ibridi come Rachel Korine (moglie del più celebre Harmony). La gente giusta al posto giusto. La perfezione dell’imperfezione, costruita a tavolino, che piace ai simili e a quelli che vorrebbero esserlo e fa storcere il naso agli altri.
Ad ogni modo, tra le sei sezioni in cui è diviso il magazine—intitolate Raw, Casual, Decadent, Romantic, Obscure e Progressive—ce n’è per accontentare e scontentare tutti.

marfa journal 2

marfa journal 3

marfa journal 4

marfa journal 5

marfa journal 6

marfa journal 7

marfa journal 8

marfa journal 9

marfa journal 10

Altre storie
10 LogoArchive Issue 8 LogoArchive cover
I logotipi dell’industria editoriale sono i protagonisti del nuovo numero di LogoArchive