Se le ruote della tua bici fossero gif animate

Immagina di avere la possibilità di caricare tutte le gif animate con cui negli anni hai riempito il disco fisso del computer sulle ruote della tua bici. Migliaia di gattini in loop, spezzoni di film, meme assurdi—per non parlare di tutta la scena gif-porn (non metto il link ma se sai fare una ricerca su google…). Roba da causare incidenti stradali lungo tutto il percorso da casa al lavoro. *Signore, pare che la causa sia un ciclista, e un gattino che spara laser dalle sue due ruote! Passo*

Ma gli scenari possibili sono pressoché infiniti. Proposte di matrimonio on the road affiancando l’auto della fidanzata lungo i viali. Proteste contro l’amministrazione comunale a suon di martellanti slogan lampeggianti. Performance di arte contemporanea o mostre mobili, con le opere che letteralmente passano in tutta la città, vicolo dopo vicolo, sotto alle gambe roteanti dei ciclisti-curatori. Oltre ovviamente alla pubblicità, che diventerà sì ancora più invasiva di quanto non sia già ma (buona notizia per gli automobilisti) a quel punto in caso si metta sotto un ciclista potrebbe scattare l’attenuante: la banca mi ha pignorato la casa e vedermi sorpassare nel traffico da uno in bici con la pubblicità di quella stessa banca è stata l’ultima goccia….

L’idea (del sistema per usare le ruote della bici come schermi per le gif, non quella di fornire scuse per metter sotto i ciclisti) è di un’azienda di San Francisco, la MonekyElectric, che immagino come un’accolita di hipster baffuti col pallino per l’elettronica ma che in realtà ha tra i suoi fondatori Dan Goldwater, già scienziato del MIT e figura pressoché mitica nel panorama dell’imprenditoria legata all’innovazione tecnologica e alle start-ups, nonché nume tutelare della comunità DIY in quanto co-fondatore di un meraviglioso sito come Instructables.

In pratica si tratta di quattro barre di luci a led da installare su ciascuna ruota. Le barre, attraverso dei sensori che rilevano velocità, direzione e rotazione, si sincronizzano tra loro e grazie ai led sono in grado di creare immagini sfruttando il fenomeno conosciuto come persistenza della visione, ovvero la capacità della retina di conservare un’immagine per 1/50 di secondo, lo stesso fenomeno che ad esempio ci consente di vederci un film—in realtà una sequenza di immagine fisse che vanno alla velocità di 24/25 fotogrammi al secondo.

Il sistema Monkey Light Pro è in grado di mostrare immagini a 256 colori e ci si possono caricare (attraverso wi-fi) fino a 1000 immagini, praticamente in ogni formato, video compresi, oltre ad creare vere e proprie playlist per decidere la sequenza di quel che si vuole “proiettare” sulle ruote della propria bici. Il peso è di 500g (per ciascuna ruota, credo).

Finora il Monkey Light Pro è stato lanciato solo a livello di prototipo, per presentazioni dimostrative (guarda che si può ottenere facendo ruotare… la ruota: una proiezione 3D) o applicazioni davvero incredibili, come ad esempio mostrare in tempo reale l’inquinamento (lo hanno fatto a Fukushima!), collegando il sistema a led con un sensore che analizza la qualità dell’aria.
Ora però la MonkeyElectric ha deciso di mettere in vendita il dispositivo su Kickstarter, contemporaneamente cercando fondi per iniziare la produzione. Ovviamente l’idea è stata subito accolta con entusiasmo ed il budget, in pochissime ore, è praticamente già stato raggiunto.

co-fondatore e direttore
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