I Frizzi Vostri — la posta del fegato

Inauguriamo oggi l’ennesima rubrica a carattere discontinuo (di fisso c’è già l’affitto, ci sono le rate del dentista, i mal di pancia dopo le elezioni, chi te lo fa fare a portarti un altro peso sul groppone?). Ci mancava solo la posta del cuore fegato, che per la domenica è una rubrica che va più che bene e, anzi, ci pensavamo da anni ma solo ora abbiamo trovato il coraggio. E un pessimo titolo. E soprattutto una lettera a cui rispondere.
Ed ecco il punto: le risposte. Perché cercare in vano dei pesi mosca che non potrebbero mai reggere il confronto con pesi massimi come la Aspesi, Busi o Gramellini quando la nostra stessa “redazione diffusa” è una cellula di intelligence tuttofare con storie amorose ed amorevoli che a dipanarle ci vorrebbe un analista tossico di mate e guaranà?
Quindi non una ma X risposte. Dai nostri autori che qua si firmano con le iniziali o si nascondono dietro a qualche falso nome.

Prima di passare alla lettera vi ricordo che potete scriverci a [email protected]

[wpcol_1half id=”” class=”” style=””] C.E.:
Alla nostra cara lettrice mi vien da dire: buttati, buttati, buttati. Magari cadi, batti la testa e ti fai male. Forse resterai in convalescenza per tanto, troppo tempo, ma in queste situazioni, e nell’amore in generale, secondo me vale sempre la pena rischiare qualche ferita. E te lo dice una che non ha mai provato l’ebrezza di perdere la testa e lanciarsi a capofitto senza paracadute in qualche dichiarazione sentimentale, per la troppa paura di ricevere un rifiuto o un altro colpo al cuore. E questo è il peggior rimpianto della mia giovane vita.
Dunque, dammi retta, nascondere i propri sentimenti nella borsetta non sempre è la scelta migliore. Forse è la più razionale, ma non la migliore. E poi, mal che vada, ti resta sempre il piano B, il coetaneo per guardare Master Chef.


Gaia Incoscienza:
Cara 45enne,
se è vero (com’è vero!) che la vita comincia a 40 anni, tu ne hai appena cinque, e lui manco si è avvicinato ai blocchi di partenza. Sbloccati senza timore, fagli intravedere le meraviglie che si celano nel bagaglio dell’esperienza e vedrai che te ne sarà grato. E se non sarà tanto furbo da buttarsi a pesce su questo bastimento (carico carico di…) dirigi la prua verso altri lidi e lascialo al suo destino senza troppi rimpianti: come dicono i saggi anglosassoni, il mare è pieno di pesci.
Un saluto affettuoso dalla tua Gaia Incoscienza.[/wpcol_1half] [wpcol_1half_end id=”” class=”” style=””]F.S.:
In fondo di cosa hai paura? Ti metti al suo stesso livello? Potresti essere quasi sua madre e da quando in qua le madri ragionano coi “bambini” secondo lo stesso registro? Se non vuole mangiare il minestrone pazienza, gli si fa capire che si perde una roba buona e che gli farebbe pure bene a quelle quattro ossicine, e via. Saluti e baci. Lo saprà un giorno, magari dopodomani, che ne sai? O forse hai paura perchè pensi di non essere all’altezza e non hai ancora capito che tu sei un frutto proibilto che lui non potrebbe avere altrimenti? Le ventenni sarebbero il suo pane quotidiano, se vuole continuare a mangiare quella minestra lì sono affari suoi. Qui non c’entra il physique du role. Non c’entra se sei burrosa come Bridget Jones o stecchita come un attaccapanni. Tu sei l’allure che emani. Tu sei l’esperienza, tu sei il futuro, quello che lui racconterà ai suoi nipoti un giorno. La lezione dopo quella delle api e del polline. A questo punto non so nemmeno se ne vale la pena che TU ti butti. Forse ci perderesti pure. Dovrebbe venire a lui l’idea di circuirti.


C.P.:
La domanda che bisogna porsi è: «tutto questo è abbastanza?» Se la risposta è no allora… buttati, cara lettrice.
E guardati il video.

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