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Berlino | Gallery weekend Berlin

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E’ domenica e sono appena uscita alla fermata di Weinmeisterstrasse, nel quartiere di Mitte. Non appena imbocco la Gipsstrasse, noto un ragazzo che scatta una foto in mezzo alla strada: l’oggetto della sua attenzione è una piccola signora anziana, capelli bianchi e gonna rossa, un po’ ricurva, che apre il cancello di un palazzo che ha un impalcatura all’esterno e un cortile interno, che si intravede occupato da mobili accatastati.

Rimango colpita anch’io da quella immagine e quando il fotografo – forse solo per passione – si volta, gli dico che sarà sicuramente una nice photo. Lui mi risponde che ama ritrarre le persone e prendiamo entrambi la stessa direzione. Andiamo entrambi verso il centro della Gallery Weekend di Berlino, ovvero l’area nei dintorni della Auguststrasse, dove si concentra il maggior numero di gallerie d’arte berlinesi. La Gallery Weekend è una tre giorni dedicata all’arte (26-28 aprile) in cui le gallerie di Berlino aprono le porte accogliendo visitatori di ogni tipo.
Non è facile districarsi tra l’ampia offerta di questo evento, per questo avevo stampato un paio di guide di sopravvivenza – come le hanno chiamate in rete. Eppure la cosa più sensata è stata procedere un po’ casualmente, entrando nelle varie gallerie, senza farsi influenzare da alcuna opinione.

Così in questo tour domenicale, nell’ultima giornata disponibile di questo evento, ho scoperto presso la Galerie Henrik Springmann i ritratti di JR, l’artista francese che con le sue immagini ha tappezzato varie città, tra le ultime proprio Berlino. E infatti a pochi passi dalla galleria, proprio nella Auguststrasse, ecco che un gigantesco uomo piegato nell’osservare chissà cosa riveste uno dei lati di un edificio pressochè anonimo: l’opera in questo caso è visibile all’interno e all’esterno della galleria che ospita l’artista.

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Capita poi che, poco più avanti, scopri che la Galerie Dittmar offre il suo spazio espositivo ad un napoletano, Ernesto Tatafiore, che deve aver preso il blu dello sfondo di alcune sue tele proprio dal mare della sua città natale. Mi colpiscono i colori vivaci accostati al bianco e a qualche scritta qua e là, a far compagnia ai volti raffigurati.

Si può restare sorpresi visitando il KV Institute for Contemporary Art perchè il palazzo che lo ospita è esso stesso l’opera da vedere: nello spazio totalmente bianco la curatrice, Ellen Blumenstein, ha lasciato piccole annotazioni sparse che il visitatore si diverte a leggere come in un dialogo con l’autrice. Per esempio, all’ingresso c’è un riquadro tracciato di rosso con una freccia a lato e la scritta “la curatrice qui vorrebbe una finestra ma purtroppo questo è un edificio storico e non è possibile”.

Sicuramente mi sono persa qualcosa. In poche ore ho però ammirato sculture futuristiche e fotografie dei Kennedy, quadri materici e nudi del fotografo italiano Paolo Roversi, sculture grezze e crocefissi al neon.
Sicuramente mi sono persa molto altro, ma visitare significa anche selezionare. Se però l’arte è aperta e accessibile a tutti, si può scegliere a cuor leggero, godendosi ogni singolo pezzo come un dono, ed, eventualmente, rifarsi alla prossima Gallery Weekend Berlin.

Foto prese dalla pagina Facebook di Gallery Weekend Berlin.

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