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Berlino | Markthalle Neun

Non è una questione di stereotipi: se penso ad una cucina succulenta o gustosa (senza conseguenze) non penso a quella tedesca.
Eppure a Berlino abito da due anni, ma ancora non mi sono appassionata ai piatti tradizionali di questa terra. Sarà forse perchè  i Länder (stati federali) di Berlino e del Brandeburgo pare non abbiano una grande tradizione culinaria; sarà forse perchè le uniche volte che mi avventuro in menù teutonici sono quelle in cui ricevo visite da amici o famigliari oppure semplicemente sono io che, da italiana doc, non ho gusti particolarmente esotici.

Se da un lato quindi non lascio molto spazio alla cucina tedesca, dall’altro non posso non registrare il meccanismo contrario: i tedeschi adorano le cucine degli altri paesi e a Berlino la Esskultur (cultura del cibo) è sempre più raffinata.

Questa tendenza si sintetizza in un luogo, che per me è già un luogo del cuore in questa città: la Markthalle Neun a Kreuzberg.
Qui, in uno dei quartieri più dinamici e multiculturali di Berlino, tre giovani imprenditori locali (Florian Niedermeier, Bernd Maier and Nikolaus Driessen) hanno scommesso sul recupero del vecchio mercato coperto della Eisenbahnstrasse, puntando sulla valorizzazione dei prodotti locali e delle cucine regionali (e internazionali), tutto rigorosamente bio.
E se Berlino è famosa per i suoi mercatini, alimentari o delle pulci, all’ aperto, questo spazio dal sapore d’altri tempi offre attività diverse che mixano gusto culinario e gusto estetico, rendendolo un punto di incontro per gli amanti dei prodotti della natura e del buon cibo; il luogo ideale per socializzare scegliendo la cucina più adatta al proprio palato tra gli stand e i bistrot fissi del mercato.

Giovedì 11 aprile mi sono così ritrovata in coda per un panino nel giorno del primo Street Food Thursday, appuntamento fisso dedicato ai cibi di strada. Una volta conquistato il mio hamburger bio, vegano e sostenibile ho assistito ad un fenomeno curioso: tra hipster e artisti, tra ragazze eleganti e sofisticate, tra stranieri alle prese con questa lingua da mille e un errore (come me), nulla attraeva di più del mio panino. Eccolo il suo potere catalizzatore, eccolo nelle vesti di strumento di conquista e oggetto del piacere.

Forza panino lo diceva già parecchi anni fa il caro Elio, non serviva arrivare fino a Berlino. Serviva arrivarci per vedere come l’ intraprendenza e la passione di tre ragazzi abbia ridato splendore ad uno dei vecchi 14 mercati coperti di Berlino, datato 1891.

Dimmi come mangi allora e ti dirò chi sei; dimmi come e dove mangi e capirò qual è la Berlino che ti piace di più.

(immagini dalla pagina Facebook di Street Food Thursday)

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