Si stava meglio quando c’era MySpace

C’era una volta un tempo in cui i social network non erano social network;  credersi dei talent scout per aver scoperto l’esistenza di quel gruppo indie di Mondovì era all’ordine del giorno e nomi e cognomi della gente erano pressoché ancora tutelati.

Quel mondo lontano, dove il blu non era ancora un colore social e lo stalking legale non era stato nemmeno concepito idealmente, era il favoloso mondo di MySpace. Quando qualcuno oggi scrive di MySpace, dice sempre che MySpace è stato il primo social network ad impazzare in Italia. In realtà, i più nerd sapranno certamente che di social network ne esistevano già parecchi. Io che nerd non lo sono, non sto qui ad elencarli perché non li conosco, ma suppongo ci sia una valanga di community (se non altro i vari forum e il quasi defunto Messenger possono essere considerati tali) ben più vetusti del suddetto.

Tuttavia, MySpace ha avuto il merito di farci imparare tante cose. Prima di tutto, l’html. Ricordo interi pomeriggi trascorsi a cercare di modificare layout e template del mio profilo, facendo attenzione a non stravolgere i precedenti (e sudatissimi) Chi sono, Mi piacerebbe conoscere, Interessi e Dettagli. Poi c’era la Top. Chi non hai mai litigato con qualche amico per essere stato scavalcato dai Subsonica o dagli Interpol?
A completare la personalizzazione della pagina ci pensava la profile song che era certamente la cosa più fica di stare su MySpace. Potevi girare tra mille profili di gruppi e artisti famosi o emergenti, aggiungere la canzone al tuo profilo e far vedere al mondo intero cos’è che ascolti. Ed era anche meraviglioso questo poter ascoltare un sacco di musica gratis e sconosciuta.

Forse, questo mondo tanto decantato sta per tornare. È notizia di ieri  infatti che, in concomitanza con l’uscita del nuovo singolo di Justin Timberlake (il quale ha peraltro investito profumatamente nel rilancio della piattaforma, diventandone co-proprietario), il nuovo MySpace ha concluso il periodo di test ad inviti ed è pronto per offrire una nuova esperienza di navigazione. «Ricostruito. Riprogettato. Reinventato» recita il pay off.
Lo spazio musicale sta per tornare insomma, sicuramente anch’esso subirà tutta la prepotenza di Zuckerberg, ma noi saremo ben felici di creare le nostre playlist eandare alla ricerca del gruppo della bassa Padania che altrimenti non conosceremmo.

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