© Eredi Gualtiero Schiaffino

Satira chiaroveggente: Gualtiero Schiaffino aveva previsto tutto!

© Eredi Gualtiero Schiaffino

Confesso che non seguo la politica italiana da diversi anni. L’ho fatto per lungo tempo per lavoro, finché ho disegnato per una rivista di attualità e satira, poi diversi elementi concorsero al mio definitivo disinteresse: lasciai la rivista e, proprio quando cominciava la campagna elettorale del 2008 mi pare, si ruppe la TV.
Ieri però un’amica mi ha girato il link di un articolo sui simboli depositati domenica dai partiti per le prossime elezioni politiche italiane: devo dire che ne ho trovati di talmente naïf che pensavo si trattasse di uno scherzo.
Il Movimento poeti d’azione merita senz’altro una menzione, anche se il premio per l’originalità penso andrebbe ripartito ex-equo tra Sacro Romano Impero e il Partito Pirata.

Scorrendo i nomi della lista non ho potuto fare a meno di ripensare ai partiti inventati da Gualtiero Schiaffino, in arte Skiaffino.
Gualtiero è stato il mio primo editore. Capitai nella redazione della sua rivista Andersen, a Genova, quando avevo 21 anni e collaborai con lui per qualche tempo.

Gualtiero Schiaffino

Gualtiero era un creativo vulcanico. Era un vignettista satirico ma soprattutto un umorista, amante del paradosso e dei calembour. Se dal punto di vista grafico non mi è mai piaciuto molto, ho sempre trovati geniali i suoi testi. Di vari libri che pubblicò negli anni ’70 e ’80, e che mi aveva mostrato nel periodo in cui lavorai per lui, il mio preferito di sempre è Ceti medi improduttivi, una serie di ritratti con cui descriveva le figure emblematiche dell’attualità: giornalisti, politici, portaborse ma anche dandy, artisti, imprenditori e sindacalisti.

Lo humour di Gualtiero andava molto oltre la vignetta: scriveva aforismi, inventava slogan assurdi. Inventò anche dei partiti politici. Dei suoi partiti immaginari realizzava finte tessere che distribuiva agli amici, ai quali dava anche i suoi biglietti da visita, dalla grafica classicamente seriosa, su cui però si leggeva:

Gualtiero Schiaffino
ESPONENTE DI SPICCO

oppure

Gualtiero Schiaffino
AMICO DI UMBERTO ECO

Tra i partiti immaginari di Schiaffino ricordo il P.O.I., il Partito Opportunista Italiano – lo slogan era: “Prima o POI, vota P.O.I.” – e il Partito Politico Provvisorio, tra i cui precetti c’era l’uso di inchiostro simpatico: perché nessuna promessa è definitiva.
E poi tanti altri, come il Partito Personale Italiano o il partito Eleganza Democratica.

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Quando si parla di creatività in qualche modo anticipatrice, come può essere quella di un testo satirico o di un film di fantascienza, è sempre difficile dire cosa venga prima, se la realtà o la finzione, ovvero se sia la realtà che con il tempo imita la finzione o la finzione che si ispira talmente alla realtà da riuscire a prevedere quella futura.
Gualtiero aveva anticipato la pagina politica di oggi e credo sia perché sapeva leggere con occhio disincantato (ma mai disilluso) il suo presente. E perché conosceva il passato.

Dopo aver letto la lista di domenica mi è tornato in mente che una volta avevo trovato quella dei partiti, numerosissimi, che si presentarono alle prime elezioni italiane e così sono andato a ricercarla. Se lo fate voi scoprirete che ciò che turba tanto gli elettori di oggi, e che sembra la deriva di un costume moderno, in realtà fa parte della struttura della politica italiana fin dai primi giorni della Repubblica: i partiti principali che si spaccano in mille frammenti, i partiti di opposizione minimi che sembrano l’uno il clone dell’altro e che trovano impossibile la convivenza sotto un’unica etichetta, i partiti naïf, nati solo per provocazione: nel 1946 c’era già tutto.

© Eredi Gualtiero Schiaffino

Alle lezioni referendarie del 1946, dove si scelse tra Repubblica e Monarchia, si presentarono tra gli altri: l’Alleanza Monarchica Italiana e il Movimento Democratico Monarchici Italiani, un Movimento Unionista Italiano e un Partito d’Unione Nazionale (che paradossalmente dovevano avere idee divergenti di unione) e poi un Partito Democratico del Lavoro e un’Unione Democratica Indipendente Lavoro e Libertà.

I partiti dei reduci erano un’infinità:
Partito del Reduce Italiano
Concentrazione Nazionale Combattenti e Reduci
Unione Combattenti Reduci Partigiani e Famiglie Prigionieri
Gruppo Combattenti e Indipendenti
Combattenti Reduci Partigiani
.

Quanto alla sinistra, chi pensa che la frammentazione sia un prodotto della politica moderna, sbaglia: già all’epoca, accanto al P.C.I. c’era un Partito Comunista Internazionalista e un’Unione Comunista Internazionalista Indipendente.
Il partito più naïf era il Fronte dell’Uomo Qualunque, nato dal Giornale L’uomo Qualunque, di Guglielmo Giannini, ma la lista disponibile che ho trovato cita solo i partiti che raccolsero un certo minimo di voti. Di altri si è persa completamente traccia.

© Eredi Gualtiero Schiaffino

Alle elezioni del 1948, le prime politiche, alcuni partiti si presentarono uniti, come la Concentrazione Nazionale Combattenti Uniti ma altri rimasero separati, come il Partito dei Contadini d’Italia (già presente nel 1946) e il Partito Indipendente dei Contadini, o il Fronte Antibolscevico Italiano e il Fronte Unico Anticomunista.
Il Fronte dell’Uomo Qualunque di Giannini non si presentò e quindi la palma del partito più curioso va penso al Partito Esistenzialista Italiano, di cui però non trovo nessuna notizia storica.

© Eredi Gualtiero Schiaffino

Insomma, niente di nuovo. Tutto si riproduce, tale e quale decennio dopo decennio. Schiaffino lo sapeva e leggendo il presente da colto, anche se irriverente, sapeva predire il futuro.
Mi chiedo se un giorno vedremo anche un referendum per l’abrogazione degli orari ferroviari: era un’altra delle sue giocose trovate fanta-politiche, che aveva persino un senso: visto che i treni sono sempre in ritardo, a che serve pubblicare degli orari?

Per chi passasse per Genova, a Palazzo Doria Spinola, c’è in questi giorni una mostra dedicata a Skiaffino.

Gualtiero se n’è andato all’improvviso un Natale di cinque anni fa. Da allora un’associazione porta avanti il ricordo del suo lavoro ma continua anche la sua opera di continua scoperta e promozione
di giovani talenti (con le sue riviste Gualtiero lanciò molti fumettisti) organizzando ogni anno un concorso, di cui trovate qui il bando: www.premioskiaffino.it

Gualtiero Schiaffino
editorialista

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