7am | Carlotta Cogliati

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Carlotta Cogliati (qui una sua recente collaborazione).

Ciao Carlotta, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratrice?
Ciao, sono nata e vivo a Lecco e ho da poco compiuto 25 anni.
Sono un’illustratrice dall’anno scorso, quando ho aperto questa scommessa con me stessa.
(Comunque se un illustratore è chi illustra per vivere forse non lo sono ancora ma da un po’ di tempo il contrario, di sicuro).

Matita o penna grafica?
Entrambe: prima l’una e poi l’altra. Di solito uso la matita per catturare idee, appunti, forme e suggestioni poi con la penna grafica sviluppo il tutto. Però, in questo periodo, lo ammetto: la penna grafica ha la meglio.

Cosa fai quando non disegni?
Tutto quello che si può fare. Lavoro, anzi no, cerco lavoro, trascorro molto tempo sul treno, dormo, mi diverto e mi dispero.
Cerco di interessarmi a tutto, di guardare e di osservare, di capire, di stanare idee.
Tento in qualsiasi modo di arginare la pigrizia e la noia.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Computer, tavoletta grafica, quaderni, quadernetti, libri, penne, pastelli, pennelli, ecoline. Una tazza di caffè caldo, una clessidra, caramelle.
Quando lavoro e disegno è tutto accatastato, fino a quando non decido di metter ordine (quasi sempre questo coincide con la fine di un progetto). Ma ha vita breve, nel giro di un giorno tutto ritorna come prima.

Un disegno pesa quanto…
Quanto la somma di quel bagaglio d’immagini, idee e sensazioni che ci si costruisce giorno per giorno.
È una sintesi. Se è efficace e colpisce in pieno l’intento per cui è nato allora pesa molto.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Libri: La Terra desolata di T.S.Eliot e La storia dell’Arca di Noè (Genesi 6-9).
Film: Lo zoo di Venere di Peter Greenaway.

Un illustratore o un’illustratrice (possibilmente italiano) che mi consiglieresti?
Marika MariniGiacomo Bagnara.

Altre storie
3:45, un corto d’animazione sullo “overthinking” e la ricetta per vivere sereni