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Fumne di lacasadipinocchio

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Paese di santi, navigatori, poeti e… emergenze. Quante volte abbiamo sentito parlare anche nel corso delle stesso anno solare di emergenza? Emergenza spazzatura, emergenza maltempo, emergenza carceri?

Se qualcuno solo riuscisse ad usare la logica si chiederebbe almeno come fa una situazione a poter essere considerata emergenziale anche laddove è ripetuta e prevedibile.
Il risultato? Oltre ad uno smisurato spreco di risorse? Una legislazione anche quella, manco a dirlo, definita emergenziale perfino da giuristi e addetti ai lavori, che tenta di rattoppare qua e là e che in realtà è quasi sempre efficace quanto lo è un cingomma che tenta di chiudere una falla larga 10metri.

Quando si parla di carceri è lo stesso Presidente della Repubblica a parlare di vergogna nazionale ed anche ai meno garantisti si stringe lo stomaco a vedere donne e uomini, anzi no, solo uomini (avete notato? Le detenute le fanno vedere meno. Dite che è perché sanno che commuoverebbero di più?) ammassati in celle larghe pochi metri, come polli da allevamento in batteria. Finito il servizio, l’articolo di giornale, il post, rimuginiamo un po’ è vero, ma giusto il tempo di essere catturati dall’emergenza che viene dopo…

E dire che il legislatore costituente era stato chiarissimo ed all’articolo 27 della Costituzione aveva recepito un principio giuridico fondamentale e cioè che la pena deve avere come fine la rieducazione del reo.

Art. 27.
La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.

Per fortuna, lì dove lo Stato è inadeguato spesso arrivano in soccorso associazioni di volontariato, cooperative, ONG…
Oggi è proprio di questo che parliamo.

Fumne, che significa donne, è il brand creato nel dicembre 2010 da Lacasadipinocchio, un’associazione culturale che opera all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.

Un laboratorio artigianale che vede all’opera, tutte regolarmente assunte, un gruppo di donne detenute di età compresa fra i 25 e 55 anni, di differenti nazionalità. Un interessante progetto etico e sociale ormai distribuito sia sul territorio nazionale che all’estero. Accessori creati con perizia artigiana che parlano la lingua delle donne che li hanno realizzati, che ci raccontano ricordi di un passato doloroso, il disagio di un presente recluso, ma anche la speranza per il futuro che verrà!

E c’è di più, da un anno Lacasadipinocchio ha dato vita a Fumnelab; ogni mese per due giorni, il Carcere di Torino apre le porte e lascia entrare donne libere che desiderano trascorrere una giornata con le donne detenute, imparando da loro le tecniche artigianali con cui realizzano i prodotti.
Una goccia nel mare? Forse, ma sempre meglio del deserto totale!

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