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adidas Presents: The Cautionary Tale of Ebenezer Snoop: intervista a J. J. Sedelmaier

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Il Canto di Natale di Dickens non ho mai avuto il piacere di leggerlo.
Da figlio della cultura pop per me Scrooge è il Bill Murray di S.O.S. Fantasmi o lo zio Paperone della riduzione a fumetti di Walt Disney.
Ai due da oggi si aggiunge – non senza un pizzico di surrealtà – Ebenezer Snoop, incarnazione fantastica e a 2D di Snoop (Doggy) Dog Lion, in un corto presentato da adidas e realizzato da uno degli artisti americani più importanti degli ultimi vent’anni nel campo dell’animazione, J. J. Sedelmaier, conosciuto ai più come colui che animò i celeberrimi Beavis & Butthead, cartoon per eccellenza di un’intera generazione e icona di una MTV che non c’è più (quella che essenzialmente trasmetteva musica).

Guardati il video.

http://www.youtube.com/watch?v=w1bIl7tqi8o

Dal suo studio newyorkese e con il suo leggendario stile retrò, J. J. Sedelmaier ha trasformato in personaggi da cartoon tutta una serie di celebrities che hanno reinterpretato con ironia i personaggi dell’immortale capolavoro di Dickens: Scrooge è ovviamente Snoop Lion mentre Beckham è un azzeccatissimo spirito del Natale presente, l’ex-tennista Stan Smith lo spirito del Natale passato e la coppia Derrick Rose e Rita Ora quelli del Natale futuro, anche se nel video sono in tantissimi quelli che fanno un piccolo cameo – divertiti a riconoscerli.

E per capire quanto sei str… Scrooge puoi pure utilizzare l’applicazione Facebook, che analizza la tua sociopatia: compleanni dimenticati, inviti ad eventi a cui non hai dato alcuna risposta…
Dopo accurato esame al mio profilo, ad esempio, pare che io sia un Ebenezer visto che mi sono dimenticato di ben 50 compleanni, che ho ignorato 3 amici (pensavo peggio) che hanno scritto sulla mia bacheca, che ho combinato qualcosa di non meglio specificato addirittura a 944 contatti. Sempre dall’applicazione è poi possibile scusarsi con gli (ignari) offesi inviando una card di scuse con sopra uno degli artworks di Mr. Sedelmaier, che abbiamo avuto l’onore di intervistare in esclusiva per l’Italia.

J. J. Sedelmaier

Madre graphic designer, padre regista e produttore, barba e baffi da moschettiere, J. J. Sedelmaier è conosciuto come J. J. ed il vero nome è pressoché un mistero o, se non tale, è ormai caduto in disuso a favore delle iniziali.
Nato a Chicago, dopo aver frequentato l’Università del Wisconsin si è trasferito a New York dove ha abbandonato il sogno di diventare disegnatore di fumetti ed è entrato nel campo dell’animazione, lavorando per diversi studi prima di aprire insieme a sua moglie Patrice la propria società, la J. J. Sedelmaier Productions Inc., lavorando a progetti ormai passati alla storia come appunto Beavis & Butthead, le animazioni del Saturday Night Live e del Colbert Report ed una serie di strisce a fumetti per i più importanti magazines americani.
Nell’intervista le maiuscole ed i punti esclamativi sono di J. J. e li ho lasciato così come me li ha inviati.

* * *

Ciao J. J.!
Sei cresciuto a Chicago in una famiglia di artisti. Sono curioso di sapere com’era casa tua, qual era l’atmosfera che si respirava. Immagino una via di mezzo tra un cartone animato ed un episodio di Mad Men…

I miei genitori erano divorziati ed io vivevo con mia Madre. Vedevo mio padre durante i weekend. Entrambi gli ambienti erano molto creativi, ma diversi. Durante la settimana casa mia aveva un’atmosfera instabile e piena di stimoli visivi. Nei fine settimana, invece, più strutturata ed organizzata. Oggi mi trovo a vivere in un ambiente molto organizzato ma pieno di stimoli visivi. Credo di aver combinato le due cose. SO di aver combinato le due cose…

Ho letto che da bambino volevi diventare un disegnatore di fumetti. Quali erano all’epoca i tuoi preferiti?

Avevo una lista molto varia di fumetti preferiti perché sono cresciuto leggendo non soltanto i MIEI, di fumetti, ma anche quelli di mio Padre. Sua Madre – mia nonna – conservava tutti i suoi fumetti fin da quando era bambino, negli anni ’40. All’epoca quindi conoscevo ed amavo personaggi che già non esistevano più e che i miei coetanei non avevano la più pallida idea di chi fossero. Personaggi come Captain Marvel e Green Lama non c’erano già più quando iniziai a collezionare fumetti. Ma come molti miei amici ho iniziato anche ad amare Superman e Batman, all’inizio degli anni ’60, per poi passare ai personaggi Marvel come Spider-Man, gli Avengers ecc.
AMAVO anche i Peanuts di Schulz!
Quando sono diventato più grande ho iniziato a seguire The Spirit, di Will Eisner, e a conoscere illustratori e disegnatori di fumetti come Winsor McCay e Robert Crumb.

J. J. Sedelmaier

Hai frequentato l’università nel Wisconsin e a fine anni ’70 ti sei trasferito a New York. Com’era la città all’epoca? E come mai hai deciso di darti all’animazione invece che ai fumetti?

NYC era più sporca/più cruda a fine anni’70. Oggi mi manca la “spigolosità” che aveva all’epoca ma tuttora non c’è al mondo un posto come questo!
Mi sono trasferito a NY appositamente per fare fumetti dopo aver accarezzato l’idea di spostarmi verso la West Coast per far animazione. Dopo appena qualche mese però ho realizzato che l’industria del fumetto era pressoché morta a New York e questo mi ha scoraggiato un po’. Fu Patrice [che J. J. conobbe all’epoca e che ora è sua moglie e socia in affati, n.d.r] a darmi un “pizzicotto”, a farmi svegliare, ed iniziai a mostrare in giro il mio portfolio in posti dove si facevano ALTRE cose rispetto ai fumetti. Questo mi ha fatto scoprire che c’era la possibilità di fare animazione a NY! Sulla East Coast l’industria del settore era completamente diversa, concentrata su lavori più corti (pubblicità ecc.) piuttosto che su lunghe produzioni di “serie”. Ho imparato tantissimo trovandomi di fronte a molti più stili e tecniche di quanti avrei mai potuto sperimentarne a Los Angeles!

J. J. SedelmaierNel ’91 hai aperto il tuo studio insieme a tua moglie Patrice. Anche io lavoro con la mia compagna. Ormai sono quasi 10 anni e qualche volta può essere complicato dividere con il proprio partner sia la vita che il lavoro. Che ne pensi? Come gestite tu e tua moglie questa situazione?

Patrice ed io abbiamo sempre abitato “lati del cervello” differenti, quando si trattava di business. Anche se sono io a produrre il lavoro, lei ha sempre gestito la parte finanziaria facendo di fatto la “Executive Producer”.
Siamo riusciti ad equilibrare bene le cose, credo, e portiamo avanti l’azienda avendo bene a mente il nostro “personale interesse” [termine preso a prestito dalla terminologia legale, n.d.r].
Ci siamo sempre promessi, come società, di rimanere il più piccoli possibile.

Nel ’92 hai realizzato le animazioni per Beavis & Butthead. E’ stata quella “la svolta” nella tua carriera? Com’era lavorare con Mike Judge [creatore di B&B, n.d.r.] e con MTV?

Lanciare Beavis per MTV è stata la svolta perché ci ha portato subito, appena agli inizi, dove NON volevamo arrivare. In poche settimane l’azienda è lievitata da 5 a circa 60 persone! Troppo grande! Si trattava più che altro di gestione del personale piuttosto che di creare e produrre cose. Mike è un talento incredibile ed il suo lavoro straordinario! E’ un tipo molto sensibile con un modo di ragionare unico e potente. Tutto il lavoro che ha fatto è stato ottimo. Scrivere, registrare i dialoghi… era coinvolto in tutto. MTV ha fatto trasferire lui e la sua famiglia qui a Westchester [contea a nord di New York, n.d.r] e Mike faceva avanti e indietro tra il nostro studio, MTV e lo studio di registrazione a NYC.
Dopo Beavis & Butthead, Patrice ed io siamo diventati molto sensibili riguardo alle dimensioni della nostra azienda ed abbiamo rifiutato lavori che rischiavano di portarci nella stessa direzione in cui ci aveva portato Beavis, che comunque è stato il lavoro che per primo ci ha fatto conoscere.

J. J. Sedelmaier

Hai lavorato molto per la tv, fatto diverse pubblicità. Se dovessi fare una lista dei 5 migliori in cui sei stato coinvolto, quali sarebbero?

Direi sicuramente che i cartoons di Saturday Night Live, creati insieme a Robert Smigel, sono al primo posto della lista! Non solo il lavoro era divertente ma ha anche aiutato a cambiare la percezione che la gente aveva sui cartoons e sull’animazione. Sono stati proprio Beavis & Butthead ed i cartoons del SNL a farlo! Per questo sono molto fiero di aver lavorato in entrambi i progetti!
Poi c’è il lavoro che abbiamo fatto per Steven Colbert ed il Colbert Report erano incredibili – incluso il logo animato della sua società di produzione (Spartina).
Ho fatto una campagna di re-branding per il Chicago Tribune, un lavoro che abbracciava TV, cinema, stampa, web e che finiva pure nelle edicole! Essendo anch’io di Chicago lo metto nella lista dei preferiti. Anche il lavoro fatto per Cartoon Network/Adult Swim (Captain Linger e Harvey Birdman) era molto figo e ritagliato su misura per noi.
Infine l’esperienza fatta con adidas, che è stata splendida! Gran bell’ambiente di lavoro! (E non sto leccando il culo!!).

Torniamo ai fumetti. Nei hai poi realizzato qualcuno?
In realtà ho fatto più fumetti negli ultimi 10 anni che mai prima d’ora! Sono stato un contributor fisso di Playboy e del Texas Monthly ed ho disegnato strisce per Esquire, Rolling Stone, Wired e Communication Arts. Le migliori le abbiamo raccolte in un comicbook che è stato accolto in maniera ottima in molti settori…

E leggi ancora fumetti? Quali sono i tuoi preferiti?

Oggi mi piacciono artisti come Chris Ware, Mike & Laura Allred, Mark Todd ed Esther Pearl Watson, ed Alex Ross, giusto per nominarne alcuni, e “spolpo” costantemente il lavoro degli illustratori vintage. Ho anche una rubrica quindicinale sul sito di Print Magazine, ImPrint, dove discuto di tutto ciò che riguarda il graphic design.

Faresti un fumetto o un’animazione sul presidente Obama?

AMEREI davvero far qualcosa su/con Obama! Siamo entrambi di Chicago!

Immagino che il tuo lavoro sia cambiato molto dal ’91 ad oggi. Ora sei a capo di un grande studio anche se è evidente che ti diverti ancora. Qual è il tuo segreto?
Nessun segreto. Cerco di trovare il modo migliore per fare un bel lavoro, cosa che mi dà (e mi piace pensare dia a tutti quelli coinvolti) gioia e soddisfazione. Sono anche molto fortunato di avere una socia in affari come Patrice che per me è una solida base da cui partire per fare ciò che faccio. Lei è davvero la mia fonte d’ispirazione.

adidas Presents: The Cautionary Tale of Ebenezer Snoop

La campagna adidas Ebenezer Snoop Holiday è grandiosa.

Grazie!

Com’è stato lavorarci? E lavorare con Snoop Lion?

Abbiamo creato un bel gruppo di lavoro! Molto equilibrato, ciascuno ha bilanciato gli altri davvero bene! No “attitude”. Niente pose.
Un progetto come questo – con tutti gli “approvals” necessari [coinvolgendo un gran numero di celebrities, trasformate in personaggi, era necessario ottenere il via libera e l’approvazione delle scene di tutti i soggetti coinvolti, n.d.r.] – avrebbe potuto diventare un incubo, ma ci siamo divisi il lavoro e ciascuno di noi si è focalizzato su un aspetto diverso. Se la campagna non fosse stata buona non avremmo potuto incolpare che noi stessi – e questo è un ottimo modo di lavorare!
Snoop è stato un grande. Abbiamo lavorato insieme soltanto durante lo shooting del teaser, ma è stato allo stesso tempo molto easy e molto professionale! Ha anche approvato il suo personaggio nel cartoon senza chiedere ALCUN cambiamento! Cosa si può chiedere di più?

La campagna si sviluppa anche sui social media. Tu li usi? Facebook, Twitter… cosa ne pensi?

Sono un GRAN utilizzatore di Facebook e sto iniziando ad usare anche Twitter. Uso Facebook come fosse un blog informale e lo trovo davvero utile per i contatti personali e per quelli professionali… Anche LinkedIn.

J. J. Sedelmaier

Quanto le tecnologie hanno cambiato il settore dell’animazione? E come pensi che sia il futuro del tuo lavoro?

Beh, prima di tutto l’animazione è SEMPRE stata direttamente influenzata dalla tecnologia. Nel 2012 come nel 1912. E il sorprendente cambiamento che c’è stato nell’ambito della tecnologia digitale negli ultimi vent’anni è stato ancora più evidente nell’ambito dell’animazione. Ha permesso di espanderne l’utilizzo ed addirittura di ampliare la definizione stessa di animazione! Non si tratta più semplicemente di cartoons o di motion graphics. E’ qualcosa che va dalla CGI agli effetti speciali – puoi tranquillamente scommetere sul fatto che OGNI film prodotto oggi abbia una QUALCHE forma di animazione. Ovviamente puoi avere il tipo di cose che fa la Pixar ma pure incredibili effetti in film come Il Signore degli Anelli o Forrest Gump!
Ci sarà sempre posto per il pensiero creativo, ci sarà sempre lavoro per chi ha un punto di vista, quindi non sono per niente preoccupato su come la tecnologia potrebbe cambiare “il mio lavoro”. La vedo anzi come una “buona cosa”!

Credi nella “magia del Natale”?

Credo nella magia 365 giorni all’anno. 24 ore su 24. 7 giorni su 7.

Hai qualche consiglio per chi volesse lavorare nel campo dell’animazione?

Choose your vocation and you’ll never need a vacation.
Fallo perché lo ami – come se non avessi scelta! Vivilo. Immergitici fino al collo. Sii curioso ed assorbi tutto quello che hai attorno – un giorno lo userai!

J. J. fa un cameo nel cartoon
J. J. fa un cameo nel cartoon
co-fondatore e direttore

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